venerdì, 27 febbraio 2004

"A Domani"...

 

diciamo che questo disco è molto particolare..e bisogna essere particolari per amarlo..e dico che è bello essere particolari.. e poi...l'emozioni che mi da "stai su"... e poi..è molto interiore..basta vedere " a clà"..."quanto tempo ho"...da apprezzare...

paolinadc (http://onlymyworld.splinder.it) alle 20:28 del 29 febbraio, 2004

postato da: Pat51 alle ore 19:59 | Permalink | commenti (3)
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venerdì, 27 febbraio 2004

Perchè nessuno ama sto disco porca miseria ma perchè?????????? A.

alexdio (http://leviedeicolori.splinder.it) alle 16:03 del 27 febbraio, 2004


io amo molto questo disco, l' ho quasi consumato a furia di ascoltarlo.....parla del viaggio interiore di una persona in particolare e del viaggio che "ognuno fa dentro di sè", prima o poi. L'ho sempre ascoltato con molta attenzione, all'inizio cercando (molto ingenuamente, direi) di capire il percorso del Viaggiatore e così facendo, inconsapevolmente, mi sono ritrovata a percorrere un sentiero anche difficile e impervio, a tal punto da farti venire voglia di mollare tutto, di lasciar perdere...Ma non si può più, una volta intrapreso, il Viaggio continua ed è un continuo guardarsi dentro e fuori.

Forse è per questo che molti non amano questo disco perchè obbliga ad un "faccia a faccia" con se stessi che può anche non essere piacevole......allora si preferisce "vivisezionare" la vita e l'anima di qualcun altro...

Patrizia

A me piace moltissimo...lo trovo molto diverso dagli altri.... molto più individuale.... cioè diretto a sè...un confronto con noi stessi si.....anche io ho riscontrato negli altri un giudizio non positivo.... ma ce l'ho fisso in macchina....e ogni tanto lo ascolto....la canzone che più mi piace forse perchè ritrovo molto me stessa è Hangar....

Potty (http://parlandopotter.splinder.it) alle 20:36 del 27 febbraio, 2004

Amo questo disco perchè mi riporta alla mente un periodo della mia vita importantissimo, intenso e fondamentale per la mia crescita interiore. E' in quel periodo, quando tra le nebbie del mattino di Milano, mettevo la cassetta nell'autoradio iniziavo a guardare dentro mè stesso per la prima volta forse dalla mia nascita. E canzoni come "Chi c'è in ascolto" o "Quanto tempo ho" mi aiutavano a viaggiare nel mio i, a capire cosa stava succedendo nella mia vita. Trovo vera ma anche molto amara la considerazione di Pat sul motivo per cui questo disco non è molto amato dalla maggior parte dei fruitori baglioniani. C'è paura di guardarsi dentro, tanta paura di fare i conti con sè stessi. Alex

alexdio (http://leviedeicolori.splinder.it) alle 14:13 del 29 febbraio, 2004


postato da: Pat51 alle ore 16:42 | Permalink | commenti (9)
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venerdì, 27 febbraio 2004

Sì io sarò

"io mi alzai su dalla mia immagine

come da un altare

e cercai nella voragine

la terra sotto il mare

camminai un deserto arido

tra dirupi e gole

poi lanciai un cuore impavido

nel cielo dietro il sole

traversai labirinti e portici

delle mie visioni

mi lasciai in mezzo ai vortici

di splendide visioni

io violai le bugie dei codici

del bene e del male

e puntai a ore dodici

di un viaggio verticale

sì io sarò vela al vento

sì io sarò un'onda anomala

sì io unirò insieme ancora e aquilone

sì io sarò ala e immensità

più su vai e più sarai piccolo

per chi non sta in alto

ma io andai dentro il pericolo

come si va all'assalto

io varcai con un balzo i limiti

di quella pianura

e saltai giù senza tremiti

senza controfigura

poi scalai la montagna all'apice

sopra il mondo intero

navigai nel grande calice

del sonno del mistero

e pensai che potremmo essere

sogni di qualcuno

chissà mai noi tante tessere

di un firmamento bruno

sì io sarò vela al vento

sì io sarò un'onda anomala

sì io unirò insieme ancora e aquilone

sì io sarò immensità

mi attaccherò più forte all'albero maestro

di quella barca che fa il solco all'equatore

mi appiccherò per sempre al nodo del capestro

di quelle stelle sulla via di un viaggiatore..."

da"Viaggiatore sulla coda del tempo"- CLAUDIO BAGLIONI

postato da: Pat51 alle ore 10:31 | Permalink | commenti (3)
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giovedì, 26 febbraio 2004

Il Messaggero 26 Feb.
Trentacinque anni d'amore con Roma Ma che emozione ora che ci ritorno
 
   
 di CLAUDIO BAGLIONI


"LA SENTO da lontano, come un vento impetuoso che sale dal mare e porta il profumo di una nuova stagione. A mano a mano che mi avvicino, si fa sempre più forte. Stordisce. Inebria. Confonde. Cerco di controllarla, ma non esiste guinzaglio in grado di trattenerla. Mi sfugge di mano e corre via, come un cavallo che rompe la staccionata e corre, libero, su una piana sconfinata. E' l'emozione di essere qui, nella città alla quale devo di essere la persona che sono: uomo e musicista. Una febbre per la quale non esiste vaccino, né terapia. Si placa, a volte, ma non passa mai. Cova dentro, mentre si avvicina il momento di un nuovo incontro e sale alle stelle quando, finalmente, arriva la vigilia. Allora mi dico che sono ormai trentacinque anni che convivo con questa meravigliosa "malattia", che dovrei esserci abituato e che come si dice per lo sport giocare in casa è sempre un vantaggio.
Ma non è così. Ogni volta il brivido aggredisce, l'emozione stordisce e ti accorgi che la febbre che pensavi passata non solo è ancora lì, ma sta addirittura crescendo. Questa volta, poi, i sintomi sono ancora più forti. Forse perché ho finalmente trovato il coraggio di portare al centro di questa meravigliosa casa millenaria, che ci culla tra le sue braccia di madre e di amante, la mia piccola casa quella nella quale ho cucito insieme le parole e le note che ho raccolto per strada per aprire le sue porte e far entrare tutti quelli ai quali quelle parole e quelle note hanno regalato (così come hanno fatto con me) un piccolo cristallo di emozione.
"Crescendo" è esattamente questo: la casa di questi trentacinque anni di musica, quel minuscolo frammento di universo nel quale abita l'uomo che indossa il mio viso e risponde al mio nome e che cerca di trovare la rotta che unisce il continente-uomo all'isola-artista ed entrambi al burrascoso oceano del tempo che abitiamo. Non a caso il senso di questo progetto che, all'inizio, non prevedeva più di trenta date e che, grazie alla passione e all'affetto di tutti voi, ha già superato la boa delle cinquanta date e sembra destinato a crescere ancora è proprio in questo palco/casa allo stesso tempo simbolo e teatro delle stagioni nelle quali questa piccola storia va in scena. Quattro piani, uno per ciascuno dei momenti importanti che scandiscono questo crescendo: l'energia disordinata e graffiante della "cantina", dove si respirano le emozioni sgrammaticate, ma intensissime, degli esordi; il "soggiorno" della maturità, nel quale si consuma il lento lavoro di riflessione e costruzione delle
 atmosfere; la "terrazza" sulla quale si trascorrono le molte notti insonni che accompagnano la vigilia di ogni gran giorno e il "palco" vero e proprio, dove si libera tutta l'adrenalina dello show. Ma "Crescendo", in fondo, è anche un viaggio.
Viaggio nel passato, nel presente, nel futuro. Passato, presente e futuro indissolubilmente legati a questa città, ai luoghi (alcuni dei quali sono rimasti impigliati in qualche canzone) che mi hanno visto e mi vedono appassionato "passante" e alle persone, ai compagni di strada, che sono la qualità più importante di ogni viaggio, ancora di più della meta stessa. E, anche in questo, Roma non delude. Mai. Per questo "Crescendo" non è solo la piccola storia della mia vicenda personale, ma la storia di una crescita comune, del magico cortocircuito che ci lega attraverso il filo invisibile, ma forte come nessun altro, delle parole e delle note, che hanno il potere di crescere in noi le emozioni e mantenerne inalterato richiamo, fascino, sapore e senso per sempre.
Lo stesso cortocircuito al quale, mi auguro, riusciremo a dare vita, insieme, nelle tre notti di note del Palalottomatica, con la speranza di restituire a tutti voi almeno una piccola parte della passione e dell'emozione che voi date a me, con l'augurio che lungo la vostra strada passione ed emozione non manchino mai e che la voglia di sognare sia sempre di casa, così come mi sento di casa io, ogni volta che posso dividere una notte di note con voi, in questa incredibile casa comune. "Crescendo", ancora una volta, insieme."

dalle news del sito
http://www.unaparolaperte.net













postato da: Pat51 alle ore 21:16 | Permalink | commenti
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giovedì, 26 febbraio 2004

addio my darling, goodbye my love

anche se parti da me

il nostro breve incontro non scordo più

e non scordarlo mai

nemmeno tu.

Meravigliosa tu sei per me

io penserò sempre a te

e al nostro breve amore

alla felicità

che se ritornerai

ritornerà

(A.SORDI-P.PICCIONI) 

postato da: Pat51 alle ore 20:04 | Permalink | commenti (1)
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