martedì, 31 agosto 2004


Dopo il successo della battaglia di Camollia durante la quale i Senesi fronteggiarono vittoriosamente le truppe papali di Clemente VII, la Repubblica di Siena, fortemente indebolita da disordini interni, fu minacciata dal pericoloso avanzamento delle truppe spagnole di Carlo V. Gli echi del drammatico sacco di Roma e dell'assedio di Firenze indussero urgentemente la Repubblica all'elaborazione di un piano per il consolidamento dell'impianto di difesa della città affidandone il progetto a Baldassarre Peruzzi nominato nel 1527 Architetto della Repubblica. La sua opera mirava al consolidamento della vecchia struttura muraria individuandone i punti più deboli e cercando di integrarli con avancorpi bastionati in grado di fronteggiare l'artiglieria pesante e consentirne l'impiego agli stessi senesi. Caduta la città prima in mano degli spagnoli e poi dei fiorentini, nel 1560 Cosimo I fece costruire la Fortezza Medicea inserendola sia come elemento della città fortificata ma soprattutto, come era accaduto a Firenze per la Fortezza da Basso, come presidio contro eventuali tentativi da parte dei senesi di riconquistare l'indipendenza.

bibliografia

Pellegrini E., Le fortezze della Repubblica di Siena, Siena 1992

questa sera..... "CERCANDO" ...... a Siena....





postato da: Pat51 alle ore 19:10 | Permalink | commenti (3)
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lunedì, 30 agosto 2004
sfe3.gif (23833 byte)Nel centro storico, particolarmente apprezzato per la sua unità ambientale risalente al periodo medioevale, sorge lo Sferisterio, importante costruzione neoclassica , la più bella dell'Italia centrale, costruito per la pratica di uno sport, la Palla a bracciale, molto di moda nel XIX secolo, fu realizzato grazie all'idea e alla generosità di cento consorti che nel 1819 offrirono 100 scudi ciascuno. Ma la somma fu insufficiente e un altro gruppo di maceratesi offrì ancora 100 scudi ciascuno. Infine il nobile Maceratese Maffeo Pantaleoni per completare la costruzione dei palchi, fece una donazione di 16 carati.
Il disegno dello Sferisterio, progettato dall' architetto Ireneo Aleandri, ha una forma semiellittica con un alto muro che lo chiude verso la parte interna. Internamente, un grandioso loggiato di palchi sovrapposti con colonne doriche, si sviluppa per tutta la lunghezza della curva ellittica. Fu inaugurato nel 1829 con grandi festeggiamenti, prolungatesi per oltre 2 mesi.
Lo Sferisterio nei suoi 167 anni di storia è stato usato per spettacoli di equitazione, giostre, circhi equestri, per tombole ed da alcuni anni anche per spettacoli di opere liriche.
La suggestiva composizione architettonica dello Sferisterio, la perfetta resa acustica
sferi4s.jpg (6279 byte) dell'ambiente, fanno di questa struttura un eccezionale teatro all'aperto capace di 5000 posti, ove si tiene viva la tradizione del melodramma nella periodica riproposizione al grande pubblico italiano e straniero di capolavori musicali che tanta parte hanno nella stria, nel gusto e nel costume nazionali In occasione di visite di papi, sovrani e ministri, lo Sferisterio fu usato anche come luogo per grandiosi ricevimenti.

Nel frontespizio dello Sferisterio figura la seguente iscrizione:
AD ORNAMENTO DELLA CITTA' A DILETTO PUBBLICO, LA GENEROSITÀ DI 100 CONSORTI EDIFICIO' MDCCCXXIX

Sferisterio di Macerata





postato da: Pat51 alle ore 20:36 | Permalink | commenti (1)
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domenica, 29 agosto 2004
 
» Un mondo a forma di te «
meglio di no non voltarsi mai quando si va via
perché voltarsi è già un po' tornare è già nostalgia
e non si va mai così lontano e mai via di qua
mai come quando non si sa bene dove si va
la culla di foschia di un piccolo mattino
e come una malìa mi si versò nel cuore
ed io inseguii la scia forse di un palloncino
scivolando via senza rumore
così si va non perché ci sia qualche cosa poi
che è da vedere ma per vedere cosa c'è in noi
e poi non vedi mai ciò che pensi che incontrerai
ma trovi sempre quello che non hai pensato mai
un altro sole in più saliva sulla strada
ed io scendevo giù con passi da impostore
e intinsi dentro il blu la punta di una spada
non odiarmi tu senza rancore
me ne vado da te
con un sasso nel cuore
senza rancore
non averla con me
e firmai il viaggiatore
con quella eterna febbre in noi
per ciò che non siamo mai stati
andiamo per campare
già delusi e stanchi
viviamo come zebre poi
rinchiusi dietro gli steccati
illusi di sembrare
dei cavalli bianchi
io allora presi via con me
pronto a sfidare le mie stelle
e poi che fine avremmo fatto
io e te
saresti tu moglie di un re
oppure amante di un ribelle
od infermiera a un matto
o sposa a un martire senza più amore
ciò che hai davanti è di più di quello che hai avuto già
anche se quello che hai avuto sempre davanti sta
e tanto quello che perdi non ti perdona mai
perché per perdere e perdonare ci vuole sai
e se ora vado via arrivederci a un giorno
e non sarà l'addio di questo viaggiatore
un grano di utopia ti porto al mio ritorno
un universo mio
senza colore
i bianchi misero i neri ma ci pensi com'è
a combattere i gialli un mondo senza colore
per tenersi ciò un mondo a forma di te
che presero ai rossi sulla rotta del cuore
senza squallore
le borse crebbero a nord ma ci pensi com'è
sulla fame del sud un mondo senza squallore
mafie dell'est un mondo a forma di te
nelle banche dell'ovest sulla rotta del cuore
senza dolore
le madri piansero i figli ma ci pensi com'è
che non sono tornati un mondo senza dolore
da una guerra in cui un mondo a forma di te
stuprarono donne sulla rotta del cuore
senza terrore
i vili fecero i forti ma ci pensi com'è
con le sorti dei vivi un mondo senza terrore
i buoni uccisero un mondo a forma di te
tutti i cattivi sulla rotta del cuore
senza più orrore
 
Viaggiatore sulla coda del Tempo
Claudio Baglioni

































































postato da: Pat51 alle ore 18:25 | Permalink | commenti (4)
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domenica, 29 agosto 2004
la mia amica Marinella mi ha fatto un regalo...bellissime foto dalla Sardegna...."notti di note"
postato da: Pat51 alle ore 11:35 | Permalink | commenti
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domenica, 29 agosto 2004
postato da: Pat51 alle ore 09:38 | Permalink | commenti
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