venerdì, 31 dicembre 2004
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"...e la speranza è l'ombra
che ci accompagna ovunque
a volte sembra morta
ma è qui comunque
e basta un po' di luce
anche se sta allo stremo
per ritornare in vita
là dove saremo
e non ci perderemo nel cammino
se lo sguardo in alto lanceremo..."

FIANCO A FIANCO - Claudio Baglioni










postato da: Pat51 alle ore 14:57 | Permalink | commenti (6)
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giovedì, 30 dicembre 2004
 
 
numero verde
 
800 086808
 
istituito da:
 
 
UNITA' DI CRISI DELLA FARNESINA
 
per comunicazioni inerenti ritrovamenti persone
 
date per disperse
postato da: Pat51 alle ore 20:38 | Permalink | commenti
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giovedì, 30 dicembre 2004
 
 
 
 
 
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...questo è il dramma dell'uomo
che veglia in eterno
sul palcoscenico del tempo.
Innumerevoli sono gli
spettatori che applaudono e ammirano,
pochi quelli
che meditano e riflettono...
K.GIBRAN
 
postato da: Pat51 alle ore 19:36 | Permalink | commenti (2)
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mercoledì, 29 dicembre 2004
PASSAPAROLA/ Invia questo articolo
Capodanno senza botti
un silenzio per condividere
In un mondo sempre più globale, quello che è successo ci tocca
da vicino. E la festa non può trascorrere come se niente fosse
di MAURIZIO CROSETTI

Ci sono momenti in cui il silenzio è una necessità più che un dovere. Momenti in cui non si può chiudere il mondo dietro la porta di casa, lui là fuori, noi qui dentro a festeggiare. Perché questo non è un Capodanno come gli altri. Il mondo, fuori, ci è entrato in casa senza bussare: è così che fa, quando la gente muore. Il mondo sfonda la porta, ci mette davanti agli occhi le tremende fotografie dei giornali, le strazianti immagini della televisione. Non è possibile restare indifferenti a quel mondo che bussa e muore, magari con una bottiglia di spumante in mano e un petardo nell'altra.

Non si tratta di retorica, né di astratta carità mentale. La necessità del silenzio, come momento di riflessione sulla nostra storia e sul nostro destino di uomini - che in un attimo può trasformarsi nel destino di tutti e viceversa (il destino è capriccioso e non si cura dell'indifferenza) - riguarda chiunque abbia occhi e cuore.

E allora pensiamo che stavolta sia giusto non fare rumore, non festeggiare il nuovo anno con i botti e i fuochi: sarebbe come urlare in presenza di chi soffre.
Condividere un dolore non vuol dire diventare tristi, ma rispettare quel dolore e chi lo sta vivendo.
Anche se si trova dall'altra parte del mondo: e poi, la tragedia del Sudest asiatico ci ha spiegato che il mondo è diventato proprio piccolo, e che lo si percorre in un attimo. Può accadere di essere turisti in vacanza esotica, e in un istante trasformarsi in vittime o testimoni di un cataclisma.

Dunque, il silenzio di Capodanno è anche un modo per riflettere su di noi, non solo per essere un po' più vicini a "loro", ai lontani, agli sventurati.

Una festa senza fuochi (che, tra parentesi, ogni anno mozzano mani e oscurano occhi, di bambini e ragazzi soprattutto) è un segno di profonda umanità, di semplice ma vissuta partecipazione. Aspettare il secondo che fa scoccare il nuovo anno, e pensare che chi sta male non è solo: proviamoci, stavolta. Sarà una maniera, anche, per augurarci di non essere soli quando potrebbe toccare a noi star male.

Si parla tanto di globalizzazione e di confini più vicini, in questa nostra inquieta modernità, e così viviamo nel mondo che aspetta il nuovo anno.

Proviamo a farlo nel silenzio e nel rispetto del dolore, così anche il nostro pensiero potrà essere un po' più globale, se riuscirà a occuparsi dell'uomo.

Cioè gli altri, cioè noi.

(29 dicembre 2004)
 
segnalato da: LMWS
 
Ritengo giusto in questo momento, partecipare e, nel mio piccolo con il mio sito contribuire a diffondere un passaparola che ho ricevuto.
 Vi prego quindi di andare a leggere l'articolo che troverete in questo link:


























postato da: Pat51 alle ore 20:02 | Permalink | commenti
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martedì, 28 dicembre 2004
 

 

Non posso essere sola,
mi viene a visitare
una schiera di ospiti,
non sono registrati,
non usano la chiave,
non han né vesti, né nomi,
né climi, né almanacchi,
ma dimore comuni,
proprio come gli gnomi,
messaggeri interiori
ne annunciano l'arrivo,
invece la partenza
non è annunciata, infatti
non sono mai partiti.

Emily Dickinson

 














postato da: Pat51 alle ore 20:38 | Permalink | commenti
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