giovedì, 30 giugno 2005
Dal Live 8 al G8 La campagna di Blair per aumentare i finanziamenti ai paesi poveri rischia di rivelarsi un tragico spreco di denaro. Il sostegno allo sviluppo passa da altre strade, per esempio ridurre i sussidi eccessivi alla nostra ricca agricoltura
Una dieta economica sfamerà l’Africa
Cambiare la politica di aiuti al continente più sfortunato partendo dall’Occidente: ricerca, mercato, volontari
 
...
Siamo in un momento di trasformazioni sistemiche. L’obbligo morale è un concetto facilmente comprensibile per le élite cosmopolite, ma non funzionerà a livello più ampio se manca un forte legame di empatia fra le nazioni o le comunità di paesi diversi. Oltre due secoli fa Adam Smith poneva la questione in modo mirabile nella sua Teoria dei sentimenti morali, sostenendo che un europeo di grande umanità non avrebbe chiuso occhio per tutta la notte al timore di perdere un dito mignolo, ma che avrebbe dormito sonni profondi se un cataclisma avesse colpito milioni di altri esseri umani all’estero—a condizione di non dover assistere mai alle loro sofferenze.
 
Con Internet e con la rivoluzione dei mezzi di comunicazione, la teoria di Smith è superata. Oggi abbiamo continuamente sotto gli occhi le epidemie e le carestie in ogni parte del mondo e non possiamo più dormirci sopra tranquillamente. Per i fautori degli aiuti, quindi, il momento è giusto: siamo nelle condizioni politiche in cui diventa possibile promuovere un aumento consistente degli aiuti.
 
In questo modo, potremmo fare molto per l’Africa dall’estero. Si consideri, per esempio, lo sviluppo di vaccini e di cure per la febbre gialla, la malaria e altre malattie. Un approccio simile a quello adottato dagli inglesi con la creazione di un Istituto di medicina tropicale potrebbe oggi consentire l’assorbimento di fondi pubblici molto più ingenti, finalizzati a combattere le malattie in Africa....
... Ora che siamo in una fase di «empatia » per lo sviluppo, se potessimo davvero sfruttare la nostra capacità di progettare e attuare programmi che, da casa nostra, aiutino i paesi poveri, potremmo puntare più in alto.
 
Professore alla Columbia University e consigliere delle Nazioni Unite
30 giugno 2005
 
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giovedì, 30 giugno 2005

La musica di Roma per i "dimenticati del mondo"

Il 2 luglio il Circo Massimo ospiterà, Live 8, il più grande concerto di solidarietà mai realizzato nella Capitale. Mentre sul palco saliranno i big della canzone italiana, altre rock star si esibiranno a Parigi, Berlino, Londra e Philadelphia. L'ideatore Bob Geldof: "Un messaggio per i grandi della Terra: cancellate i debiti del Terzo Mondo"

Claudio Baglioni

Il logo del Live8

Bob Geldof, ideatore Live Aid


 

Andrea De Vito

Non un concerto di musica ma un grande evento sociale e civile. Roma si prepara a ospitare la più grande macchina di solidarietà mai realizzata prima nella Città Eterna. Il 2 luglio, in contemporanea con Parigi, Londra, Berlino e Philadelphia, un milione di persone assisterà dal vivo all'esibizione di oltre 100 rockstar. Lo scopo: mandare un messaggio fortissimo agli otto grandi della Terra per chiedere di porre fine alla povertà nei paesi del Terzo Mondo.

Il grande evento, ribattezzato "Live8", che si terrà dalle 15 nel suggestivo scenario del Circo Massimo, non sarà un concerto come gli altri. Mentre sul palco saliranno i grandi nomi della musica italiana, e non solo, le note arriveranno fino ai capi di Stato che il 6 luglio, quattro giorni dopo, si incontreranno a Gleneagles in Scozia: al tavolo di una sala d'hotel siedereanno Bush, Blair, Chirac, Schroeder, Berlusconi, Martin, Koizumi e Putin.
A loro sarà rivolto il grande appello di un evento che torna a ripetersi 20 anni dopo.
A lanciarlo, ancora una volta, Bob Geldof, che dopo il grande concerto del 1985 a Londra, decise di non ripetere più il Live Aid. "La beneficenza - spiega - non risolverà mai completamente il problema. E' tempo che giustizia sia fatta".

Nell' Aula Giulio Cesare del Campidoglio, gremita come nelle grandi occasioni, il sindaco Walter Veltroni ha lo sguardo serio e la voce decisa di chi sa che l'appuntamento è imperdibile: "Roma è orgogliosa di ospitare la parte italiana di questa manifestazione. E' un grande evento di musica mondiale per i dimenticati della Terra. Spero nella grande partecipazione di migliaia di persone. Sarà un momento di proporzioni irripetute e irripetibili".

Accanto al sindaco siede Bob Geldof, giacca chiara di lino e occhiali scuri, ideatore del primo Live 8: "Venti anni fa c'era un mondo diverso. Abbiamo varato il live8 per impedire che la gente continuasse a morire di fame. Adesso abbiamo comunicazioni di massa e possiamo portare a conoscenza del mondo intero le condizioni dell' Africa. Venti anni fa raccogliemmo fondi per duecento milioni di dollari. A Catania non si muore di siccità, in Africa sì. A Milano non si muore di Aids, in Africa sì. Abbiamo - prosegue - una generazione di leader. Tony Blair ha a cuore la condizione della gente d' Africa e ha disposto una Commissione che lancia un appello per la cancellazione del 1005 del debito dei paesi poveri".
Il 2 luglio, secondo Geldof, ci si concenterà su un unico punto, con la lingua universale che è la musica.
"Quel giorno - prosegue Geldof - si esibiranno oltre cento artisti in 8 città del mondo. Se domani 50 mila bambini morissero a Torino, o Sheffield, gli 8 leader mondiali risolverebbero in poco tempo il problema. Sono orgoglioso di fare il Live8 a Roma, la città più bella del mondo. Un artista non ha scuse per non essere quel giorno sul palcoscenico".

Tra i tanti nomi della grande musica italiana che aderiranno all'evento si leggono i nomi di Luciano Ligabue, Jovanotti, Negrita, Francesco De Gregori, Biagio Antonacci, Claudio Baglioni, Adriano Celentano, Carmen Consoli, Gianluca Grignani, Elisa, Giorgia, Pino Daniele, Irene Grandi, Fiorella Mannoia, Gianni Morandi, Ennio Morricone, Nek, Laura Puasini, Max Pezzali, Francesco Renga, Subsonica, Tiromancino, Antonello Venditti, Zucchero e Renato Zero.

A presentare la serata sarà il giornalista e conduttore di Ballarò Giovanni Floris. L'evento sarà trasmesso integralmente e in diretta da Raitre e Sky. Ma il concerto potrà essere seguito anche sui videofonini di H3G.

Il sito ufficiale dell'evento:
www.live8live.it


http://redazione.romaone.it/4Daction/Web_RubricaNuova?ID=67064&doc=si
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mercoledì, 29 giugno 2005
Live8, oltre la musica

di Redazione/ 29/06/2005
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  Ricomposte le polemiche, è tutto pronto per il concertone benefico di Roma. Eppure, la musica da sola può fare ben poco. Il mondo cambia solo se gli "ascoltatori" riscoprono in profondità il proprio ruolo e un'assunzione diretta di responsabilità.  

 

Alla fine ci saranno tutti. I cantanti italiani hanno accettato di partecipare al Live8, il mega raduno benefico promosso da Bob Geldof il 2 luglio in otto città mondiali, tra cui Roma. Polemiche dissoltesi nella polvere e artisti del calibro di Renato Zero, Claudio Baglioni, Ligabue, Antonello Venditti, Francesco De Gregori e molti altri, insieme sul palco per lanciare al mondo un messaggio di solidarietà per l’Africa.

L’organizzazione è stata accidentata, anche perché agli intenti benefici si erano sovrapposte scaramucce tra impresari, valutazioni di diverso tipo sull’utilità del concerto, rinunce di artisti a cui ne erano seguite altre a catena. Per il momento tutto è risolto e la musica riscopre, almeno per un giorno, la sua funzione civile. Live 8 infatti, potrebbe stimolare un movimento d'opinione mondiale riguardo le decisioni del G8 in programma il 6 luglio in Scozia, quando i Grandi della Terra valuteranno se e come cancellare il debito del terzo mondo, raddoppiare gli aiuti e abbattere le barriere doganali. Un obiettivo per cui sono scesi in campo tra gli altri gli U2, I Coldplay, Elton John, Green Day, R.E.M. i Pink Floy e Paul McCartney.

Vedere una schiera di cantanti impegnati per una causa nobile non può che fare piacere, anche perché la musica può trasmettere messaggi importanti e sensibilizzare in modo discreto. È bene però tenere a mente che un concerto da solo non cambia le cose e, se non indirizzato, rischia di diventare addirittura un boomerang. Può essere cioè l’espressione più alta di una società abituata a coccolarsi con le proprie parole e temi passepartout, ovvero quei concetti vuoti che possono essere riempiti in ogni modo. Parole come amore, pace, cuore, umanitarismo, fame nel mondo e via dicendo assurgono spesso al grado di melassa o di cause perse.

Per prendere coscienza di un problema, anche la testimonianza di un cantante può servire, ma se da parte di chi lo ascolta tutto rimane come prima, anche le note possono essere gettate al vento. La fame nel mondo, i problemi dell’Africa e gli squilibri si vincono certamente con decisioni politiche nuove; eppure non ci si rende conto che stiamo sminuendo l’importanza di un’assunzione diretta delle responsabilità: un modo migliore comincia dal grado personale di conoscenza dei problemi, da stili di vita più sobri, dalla capacità di accontentarsi e di aprirsi a chi ci sta di fronte. Il mondo cambia se ogni persona nel proprio piccolo comincia a farlo, interpretando a fondo il proprio ruolo, nella consapevolezza che Bob Geldof e i suoi amici da soli non vanno da nessuna parte. Buon ascolto e buon impegno…

 

http://www.korazym.org/news1.asp?Id=13734

 

 

 
 
 
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lunedì, 27 giugno 2005
 
"Molti anni dopo, di fronte al plotone di esecuzione, il colonnello Aureliano Buendia si sarebbe ricordato di quel remoto pomeriggio in cui suo padre lo aveva condotto a conoscere il ghiaccio. Maricondo era allora un villaggio di venti case di argilla e di canna selvatica costruito sulla riva di un fiume dalle acque diafane che rovinavano per un letto di pietre levigate, bianche ed enormi come uova preistoriche..."
Cent'anni di solitudine 
Gabriel Garcia Marquez
 

 
postato da: Pat51 alle ore 20:23 | Permalink | commenti
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lunedì, 27 giugno 2005
 
 
EMERGENZA CALDO
TELEFONO: 1500

 
postato da: Pat51 alle ore 18:41 | Permalink | commenti
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