venerdì, 30 giugno 2006
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"Accendi questa notte di cristalli liquidi
il cielo è un crocevia di mille brividi
di satelliti che tracciano segnali nitidi
che seguono la via di mondi nitidi....
...Io che mi muovo qui
io oltre frontiera
io solo in zona straniera
sono io fermo alla tastiera
ogni sera schermo di vita vera o chimera
di essere laggiù là dove non mi trovo
e non so più come trovare dove
adesso vivi tu...
...Chi c'è oltre me
chi c'è in ascolto
chi c'è con me
chi c'è...chi c'è in ascolto.
NON SMETTERE DI TRASMETTERE."
 
Chi c'è in ascolto, Claudio Baglioni
VIAGGIATORE SULLA CODA DEL TEMPO - 1999
 
 
postato da: Pat51 alle ore 21:46 | Permalink | commenti
categoria:musica, canzoni
venerdì, 30 giugno 2006
Quello della forbice tra il massimo delle opportunità di comunicazione e il minimo delle occasioni di contatto è un tema tanto complesso e affascinante. Mai come oggi abbiamo avuto a disposizione tanti (e tanto sofisticati) strumenti per comunicare ( cellulari, e-mail, chat, webcam).
E, mai come oggi, il contatto sta rischiando di trasferirsi, sempre di più, dal paino fisico a quello virtuale. Un processo che, in prospettiva, può ridurre i contatti reali.
Oggi è possibile qualcosa che in passato era impensabile: esserci senza esserci.
Il rapporto tra uomo e tecnologia non è un' invenzione del terzo millennio. Si perde nella notte dei tempi e si ripropone ogni volta che una nuova invenzione rivoluziona lo status quo.
Anche il pianoforte, alla sua nascita (primi del Settecento), non fu capito e fu osteggiato dai più. La possibilità rivoluzionaria, di suonare sia "piano" che "forte" (rispetto al clavicembalo che non aveva "dinamica"), sembrava, infatti, inaccettabile. Ora sappiamo come sono andate le cose. Tutto questo per dire che la partita si gioca tutta nella nostra capacità di individuare un corretto modo di reelazionarci con le tecnologie. Una partita nella quale dobbiamo cercare di rimanere ugualmente lontani da esaltazioni e demonizzazioni, cercando di nnon dimenticare mai che qualsiasi strumento è, per sua natura strumento, appunto, e che l'uso - buono o cattivo - è responsabilità nostra.
 
 
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...La canzone ha il valore di un linguaggio universale in grado di raggiungere tutti senza bisogno di interpreti; Ha il valore di un linguaggio immediato che sa parlare ad anima e coscienza; suscita emozioni, passioni, pensieri, idee, senza i quali la nostra vita si ridurrebbe, probabilmente, a un'arida meccanica biologica.
E' vero, una canzone non può cambiare la vita, ma in qualche caso (almeno quando si tratta di canzoni davvero buone) può aiutare a cambiare noi stessi, e forse, anche il nostro modo di affrontarla. E, a pensarci bene, non mi sembra poi così poco. 
 
da: "La posta di Claudio Baglioni "nel numero di questa settimana di GRAZIA
 
 

 
postato da: Pat51 alle ore 19:02 | Permalink | commenti (2)
categoria:pensieri, musica, canzoni
giovedì, 29 giugno 2006
alle bambine
Stacy e Nathalie.
Un pensiero e un bacio
postato da: Pat51 alle ore 19:14 | Permalink | commenti
categoria:
giovedì, 29 giugno 2006

Se perdo te

Patty Pravo

Se perdo te cosa farò
io non so più restare sola
ti cercherò e piangerò
come un bambino che ha paura

M'hai insegnato a volerti bene,
hai voluto la mia vita: ecco, ti appartiene
ma ora insegnami, se lo vuoi tu
a lasciarti, a non amarti più

Se perdo te, se perdo te
cosa farò di questo amore
ti resterà, e crescerà
anche se tu non ci sarai.



 
postato da: Pat51 alle ore 18:13 | Permalink | commenti
categoria:musica, canzoni
mercoledì, 28 giugno 2006
 
"...Sforzarevi di amare il vostro prossimo attivamente e ininterrottamente. Nella misura in cui avanzerete nell'amore, acquisterete anche la convinzione dell'esistenza di Dio, e quella dell'immortalità dell'anima..."
F.Dostoevskij, I FRATELLI KARAMAZOV 

 
postato da: Pat51 alle ore 20:14 | Permalink | commenti
categoria:letteratura