Lampedusa L'organizzazione di O'scià informa che il cast ufficiale per le 3 serate di Lampedusa sulla spiaggia della Guitgia verrà reso ufficiale nelle prossime settimane e che qualasiasi altra informazione o notizia (giornali, siti internet etc.) non è attendibile.
CHI E' FELICE NON SI FA DOMANDE, PERO' L'AMORE S'IMPARA SOFFRENDO.
L'amore è così, non si insegna, non si impara. E credo che il bello sia proprio qui. E' un mistero che tiene l'uomo in scacco da sempre e lo farà sempre. Per fortuna. Cosa resisterebbe se, a un tratto, ci rendessimo conto di aver capito tutto? Se esistessero una serie di formule in grado di generarlo, riprodurlo e perpetuarlo all'infinito? Ce ne libereremmo, come si faceva con il cubo di Rubik non appena si imparava a completarne le facce. Come per ogni mistero, la sua forza (in questo caso, credo, l'energia più grande che esiste in natura) è legata al fatto che il mistero rimanga tale.
Che ciascuno sia costretto a scalarlo in solitaria, a cercare la propria strada, ad affrontare domande vecchie e sempre identiche che, ogni volta, suonano nuove e diverse. Svelato il mistero, tutto si ridurrebbe alla chimica e alla meccanica imposte dalla nuova biologia.
Le domande svanirebbero, ma temo che con esse svanirebbe anche il senso dell'amare.
Le canzoni sono l'urlo di chi vede naufragare l'ennesimo tentativo di capire, ma sceglie di continuare a credere, di non smettere di cercare.
Le canzoni più belle sono tutte tristi perchè la poesia vera nasce dal dolore.
Perchè è l'assenza che genera la poesia, non la presenza. Sono tristezza, sofferenza, e dolore che portano le domande, non la felicità. La felicità non vuole domande. E' troppo breve e fragile per potersi permettere il lusso di ospitarle.
E' nei piccoli, fuggevoli, istanti nei quali ci intercetta, di solito soffiamo sulla candela del dubbio e lasciamo che ci guidi il radar del cuore.
Felicità, sorpresa imbarazzo ma mai fastidio. Felicità perchè fa bene - all'anima, ai pensieri, all'umore e, credo, anche al fisico - sentire la carica di simpatia e affetto che la gente ti rivolge.
Questo conoscersi-senza-conoscersi è una condizione strana, ma tonificante, che ti fa sentire parte di un particolare "insieme" e deposita nel subconscio la sensazione di non essere mai del tutto soli.
C'è l'idea che, anche nel momento della stanchezza, della tensione, del disagio, ci sia come una sorte di "rete" che si tende e attutisce la caduta.
Sorpresa e imbarazzo, perchè, stupisce sempre il fatto di essere al centro dell'attenzione di tanta gente. Alcuni, poi, li incontro a ogni concerto. Mi aspettano fuori dal camerino o all'uscita del ristorante anche se è notta fonda. Mi sorridono, mi chiedono una foto, un autografo, mi scortano con la macchina o il motorino fin sotto casa o in albergo. La mattina, spesso, li ritrovo ancora lì.
La cosa più emozionante è che mi parlano di sé.. .raccontano amicizie tradite, amori impossibili, distanza incolmabili......Mi auguro che le mie canzoni diano a loro almeno una parte di quello che loro danno a me.
La civiltà moderna ha posto come proprio fondamento il principio della libertà, secondo il quale l'uomo non deve essere un mero strumento altrui, ma un autonomo centro di vita. Con questo codice alla mano si è venuto imbastendo un grandioso processo storico a tutti gli aspetti della vita sociale che non lo rispettino:
1.Si è affermato l'eguale diritto a tutte le nazioni di organizzarsi in stati indipendenti. Ogni popolo, individuato nelle sue caratteristiche etniche geografiche linguistiche e storiche, doveva trovare nell'organismo statale, creato per proprio conto secondo la sua particolare concezione della vita politica, lo strumento per soddisfare nel modo migliore ai suoi bisogni, indipendentemente da ogni intervento estraneo....
...Oggi è il momento in cui bisogna saper gettare via vecchi fardelli divenuti ingombranti, tenersi pronti al nuovo che sopraggiunge così diverso da tutto quello che si era immaginato, scartare gli inetti fra i vecchi e suscitare nuove energie tra i giovani. Oggi si cercano e si incontrano, cominciando a tessere la trama del futuro, coloro che hanno scorto i motivi dell'attuale crisi della civiltà europea, e che perciò raccolgono l'eredità di tutti i movimenti di elevazione dell'umanità, naufragati per incomprensione del fine da raggiungere o dei mezzi come raggiungerlo.
La via da percorrere non è facile né sicura, ma deve essere percorsa e lo sarà.
In vista del concerto con Bacalov Il sindaco: «Richieste da tutta Italia»
di LUIGIA BERTI
VENTOTENE — Claudio Baglionitorna sull'isola per gli ultimi sopralluoghi prima del grande happening. Quello a otto mani con Nicola Piovani, Luis Bacalov, Danilo Rea, e quattro pianoforti a gran coda ai quattro angoli della piazzetta del Comune. I quattro mostri sacri sono protagonisti di «4Eu - For you, for Europe»,il concerto promosso dalla Regione Lazio in sinergia con l'Amministrazione comunale di Ventotene che si terrà il prossimo 10 settembre nella piazzetta centrale dell'isola. E' davvero un evento. Non un semplice spettacolo, come le decine di appuntamenti estivi, non un'ospitata di divetti partoriti dalla tivvù spazzatura, nè di modelline in cerca di primo impiego. Un evento. Unico e impreziosito dai suoi natali. Lo ha ideato proprio Claudio Baglioni, che ne è anche direttore artistico, e lo ha pensato proprio per Ventotene all'insegna di uno 'slogan' forte: la musica è l'anima dell'Europa, di quell'Europa che proprio a Ventotene fu pensata nel lontano '41. Il cantautore romano spiega perché: "Nella performance - dichiara Baglioni - la musica lega Ventotene all'Europa e rende l'isola, sia pure per un'unica notte, teatro, occasione e motore di una riflessione sul valore dell'unione. L'isola, in virtù della firma del Manifesto di Spinelli, è il cuore ideale dell'unione."E i quattro pianoforti?"Ho pensato di dar vita ad una sorta di Rosa dei Venti formata dai quattro strumenti che saranno collocati in direzione dei quattro punti cardinali, come quattro direttrici sulle quali si articola e si sviluppa l'idea di Europa". Sotto i riflettori altrettanti interpreti d'eccezione. "Nella mia idea di Europa e di musica come linguaggio universale comune a tutti i cittadini dell'Unione è stato naturale pensare ad un live che riunisse le quattro grandi anime della musica: la classica, la lirica, il jazz e il pop". E' un messaggio di universalità. "Dal triplice significato - aggiunge il Claudio nazionale - la radice 'eu' sta per 'bene' e quindi per il bene di tutti; ma si pronunicia 'iu' ed è quindi dal punto di vista sonoro equivalente al 'for you' che, nel linguaggio internazionale, sta a stabilire che il bene è 'per te'e 'per voi' (perché così si può tradurre, in entrambi i modi!) e dunque 'per tutti'; ed infine 'Eu' sta ovviamente per Europa". E dopo il primo sopralluogo, una ventina di giorni fa, sabato prossimo Baglioni tornerà a Ventotene con il team della produzione, per mettere a punto gli ultimi dettagli. Poi sbarcherà di nuovo sull'isola l'8 settembre, dove seguirà personalmente l'allestimento per lo spettacolo. Stamattina in Regione c'è invece un summit dedicato alla risoluzione delle questioni logistiche. Nulla può essere lasciato al caso, anche perché i nomi in cartellone stanno richiamando ammiratori da tutt'Italia ma all'evento non potranno assistere più di un migliaio di spettatori. "Il concerto sarà a numero chiuso, ad invito - dichiara il primo cittadino Giuseppe Assenso - Ed essendo realizzato per i ventotenesi, a loro sarà data priorità assoluta. Ci saranno poi circa duecento invitati istituzionali, dunque per gli ospiti non rimarranno che tre-quattrocento posti. Spero che gli altri si accontenteranno di vedere lo spettacolo dai due maxi schermi che verranno installati in una location ancora da stabilire tra il campo sportivo, il porto o il piazzale antistante la chiesa." Nel frattempo il sindaco ha presentato la richiesta di far partire una nave per il rientro sulla terraferma dopo il concerto. "Da una parte sono preoccupato per l'affluenza: stanno arrivando telefonate da ogni parte, da Milano alla Sicilia. Ma dall'altra vorrei evitare che un'occasione del genere sia solo per pochi, solo per un'élite di privilegiati." Per Ventotene il concerto del 10 settembre rappresenta davvero un'occasione. "Significa molto, significa avere qualcosa di unico e con una finalità importante: il legame con il progetto per l'Europa e per questo ringrazio il presidente della Regione", che sostiene tutti gli oneri economici. Marrazzo arriverà sull'isola il 3 settembre per il venticinquesimo Seminario, e si fermerà fino al 10 per il "4Eu". Assenso è visibilmente soddisfatto. Vuole garantire il palco in prima fila ai suoi concittadini, ma approfitta per tracciare un rapido bilancio di quanto fatto finora e pensa al futuro della programmazione culturale. "Gli appuntamenti a Ventotene non devono essere solo limitati al periodo estivo. Abbiamo inaugurato il Cineforum invernale e un cartellone di spettacoli per il periodo natalizio". E i residenti hanno applaudito. Anche l'estate ha dato i suoi frutti: tra tutti ricordiamo almeno gli appuntamenti di Ventoclassic, organizzati magistralmente da Piero Viti. Ma in futuro? L'happening del prossimo 10 settembre darà il 'la' ad altri eventi? "Vedremo. Ventotene da sola non può certo sostenere iniziative del genere" Il sindaco è cauto, ma ci fa capire che c'è un progetto speciale, e che lo ha già tirato fuori dal cassetto. In bocca al lupo.
Quando il giorno fu cominciato, Siddharta pregò il suo ospite, il barcaiolo, di traghettarlo oltre il fume...
"Un bel fiume" diss'egli al suo compagno.
"Si" rispose il boscaiolo "bellissimo fiume, io lo amo più d'ogni altra cosa. Spesso lo ascolto, spesso lo guardo negli occhi, e sempre ho imparato qualcosa da lui. Molto si può imparare da un fiume.
"Ti ringrazio, mio benefattore" disse Siddharta quando saltò sull'altra riva. "Non ho alcun dono con cui ricambiare la tua ospitalità, né ho denaro per pagarti il traghetto....
..."Lo avevo ben visto" disse il barcaiolo "e non mi aspettavo alcun compenso da te....Possa la tua amicizia essere il mio compenso":