sabato, 16 settembre 2006
Venissero oggi
tutti i miei dolori futuri,
sono così felice che certo
correrebbero via ridendo.
Venissero oggi
le mie gioie future,
non sarebbero così grandi
come questa che ho adesso.
Emily Dickinson
 
 
"... e andare lontano"...
 
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oggi gli ultimi preparativi e domani parto
per le vacanze. Varie tappe e mezzi di trasporto: in treno domani per Treviso e domenica aereo daVenezia per Lampedusa.
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Unica nota dolente: la valigia! La detesto...
Sarò via per due settimane, arrivederci!
Pat

 
postato da: Pat51 alle ore 09:15 | Permalink | commenti (4)
categoria:poesia, patrizia
sabato, 16 settembre 2006
Notizie ItaliaLibri
 La scomparsa di Oriana Fallaci 15.09.2006

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 Oriana Fallaci (1929-2006)
© MlleGlass, New York
«Ho sempre amato la vita. Chi ama la vita non riesce mai ad adeguarsi, subire, farsi comandare. Chi ama la vita è sempre con il fucile alla finestra per difendere la vita… Un essere umano che si adegua, che subisce, che si fa comandare, non è un essere umano» (da un’intervista del 1979, di Luciano Simonelli )
 http://www.italialibri.net/autori/fallacio.html

Uno strano silenzio da parte sua ha marcato l'11 settembre 2006,
quinto anniversario del crollo che ha cambiato la storia
dell'occidente e del mondo intero. Quattro giorni più tardi, alle
01:30AM del 15 settembre, Oriana Fallaci si spegne nel tepore
asettico di una casa di cura di Firenze, in una notte di pioggia
torrenziale. Una pioggia totale, alla Ridley Scott, che accomuna nel
suo precipitare le città e le campagne dell'Europa, i mercati e le
casbah del Medioriente, conferendo agli aratri addormentati, alle
auto in sosta nel buio, ai carretti e alle bancarelle abbandonate, ai
cellophane gocciolanti, un senso generale d'irrilevanza e di oblio...

Scompare un simbolo della testimonianza e del parlar chiaro,
schierato a volte contro l'arroganza dei potenti, ultimamente
accanita contro l'equilibrata tolleranza dei moderati e dei
sostenitori della possibilità di una pacifica coesistenza. Ci lascia
un personaggio scomodo, che ci ha sorpreso, affascinato, commosso,
scandalizzato e offeso, cogliendo a volte nel giusto e a volte
compiendo dei terribili errori, assumendosene la responsabilità
sempre.

Oriana Fallaci, una scrittrice.

 ItaliaLibri
 
http://www.italialibri.net


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categoria:oriana fallaci
sabato, 16 settembre 2006
15/09/2006  ore 16.49 
Rifugiati 
IL SOSTEGNO DELL'UNHCR AL CONCERTO "O SCIÀ" DI CLAUDIO BAGLIONI A LAMPEDUSA 
GINEVRA\ aise\ - Anche l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) esprime oggi il proprio sostegno all'iniziativa "O Scià", il concerto di tre giorni organizzato ogni anno dal celebre cantautore Claudio Baglioni sull'isola di Lampedusa. L’evento, in programma dal 28 al 30 settembre, ha come obiettivo quello di sensibilizzare attraverso la musica il grande pubblico nei confronti di un tema attuale e complesso come quello dell'immigrazione.
Negli ultimi anni, sottolineano da Ginevra, la piccola isola siciliana è sempre più interessata dall'arrivo di migranti e rifugiati provenienti dalla riva sud del Mediterraneo, un fenomeno che sta assumendo dimensioni e caratteristiche sempre più preoccupanti. Ormai da tempo Lampedusa sta facendo fronte con impegno e generosità ad un fenomeno più grande della sua portata. Con la buona stagione, infatti, quasi quotidianamente si possono vedere centinaia di persone sbarcare sulle coste dell'isola, dopo estenuanti e pericolosi viaggi su gommoni precari e barchette in vetroresina. Persone provenienti dalle aree più povere e lacerate del mondo, che sempre più spesso, per fuggire anche da guerre e persecuzioni, sono costrette ad affidare la propria vita a trafficanti senza scrupoli. Purtroppo, molti di loro non ce la fanno e trovano la morte in mare. Si stima che ogni anno dalle 2 mila alle 3 mila persone perdano la vita nel tentativo di raggiungere l'Europa dall'Africa.
Alla luce di queste drammatiche cifre, l'UNHCR ritiene che il concerto "O Scià", attraverso il linguaggio universale della musica, offra un'importante opportunità per portare all'attenzione dell'opinione pubblica il dramma umano alla base del fenomeno dell'immigrazione irregolare.
Spesso, infatti, sui mezzi d'informazione, l'approccio politico al fenomeno - che talvolta scade nella strumentalizzazione - e quello sensazionalistico hanno la preminenza sugli aspetti legati alle cause della fuga e su quelli relativi all'accoglienza e all'integrazione di migranti e rifugiati secondo criteri di umanità e in linea con il diritto internazionale.
L'Agenzia delle Nazioni Unite, incaricata di fornire protezione e assistenza ad oltre 20 milioni di rifugiati, richiedenti asilo ed altre categorie di migranti forzati in tutto il mondo, lavora all'interno del centro di primo soccorso e smistamento di Lampedusa dallo scorso marzo. Il suo ruolo consiste nel fornire informazioni sul diritto d'asilo e di dare assistenza e indicazioni sulla procedura a quanti esprimono bisogno di protezione internazionale. La presenza dell'UNHCR, insieme a quella dell'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM) e della Croce Rossa, rientra nel progetto del Ministero dell'Interno finanziato dal programma europeo ARGO e costituisce un valido esempio di collaborazione sulle questioni dell'asilo. (aise)
 
http://www.agenziaaise.it/gestionedb/03-News.asp?Web=Giorno&Modo=12&IDArc=34113
 
 
 
Claudio Baglioni - O'Scià!
Respiro ai diritti umani
 
A Lampedusa il 28, 29 e 30 settembre, tre serate di musica e ospiti per non chiudere gli occhi.
 

di Katia Riccardi

E' un festival scalzo, O'Scià!, isolato dagli altri festival e isolano. E' nato e vive a Lampedusa dove può cantare a voce alta, senza disturbare i vicini. Che arrivano, devono arrivare, numerosi a fare il coro. "O'Scià! vuol dire respiro in dialetto, ma è anche l'acronimo di Odori, Suoni, Colori di Isole d'Altomare" ha spiegato Claudio Baglioni, il suo ideatore. Che prima si è innamorato dell'isola e del suo mare, poi ne ha visto le ferite e alla fine ha deciso di intervenire, cantando e facendo cantare. Nel tentativo di attirare con suoni e rumore, l'attenzione di quanti più possibile sui sui diritti umani, quelli degli immigrati clandestini e quelli degli abitanti di Lampedusa. "Perché non prevalga questa assurda lotta fra due paure contrapposte - ha detto Baglioni che è appena rientrato da Bruxelles dove ha suonato all'Europarlamento per sensibilizzare sul tema istituzioni, mondo politico e opinione pubblica europea -, la nostra paura di perdere il benessere acquisito e quella degli altri di non arrivare nemmeno all'antipasto dello stesso benessere". Tre giorni di note dunque - il 28, 29 e 30 settembre - aperte a tutti. Consigliate a tutti. "Per noi l'importante è l'accoglienza, che inizia nel momento stesso in cui gli ospiti atterrano qui - ha detto ancora il cantante romano -. Perché è un tipo di atmosfera che vogliamo raggiungere. Che sia spontanea, umana, lontana da schemi di divismo che circondano troppo spesso altri generi di manifestazioni"

"L'immigrazione clandestina - ha spiegato Baglioni - è un problema europeo e richiede una risposta europea. Lampedusa è un quartiere di Bruxelles, forse tra i più disagiati dell'intera Unione. Ma lì vivono cittadini europei come tutti gli altri. Cittadini che dovrebbero godere degli stessi diritti di chi vive in qualunque altro piccolo o grande comune d'Europa. Perché il diritto non si misura in chilometri e non diminuisce con l'aumentare della distanza che ci separa dal cuore delle nostre Istituzioni". Alla conferenza stampa di presentazione era presente anche il sindaco delle Pelagi, Bruno Siracusa, che ha ringraziato, sincero, tutti. I presenti, gli artisti, chiunque abbia fatto qualcosa per portare attenzione sulla sua isola meravigliosa e disagiata. "Le donne non possono partorire qui, devono prendere la nave. E le navi non arrivano sempre. Qui invece arrivano i clandestini e qui, troppo spesso, ci arrivano morti". Soprattutto il sindaco ha ringraziato Baglioni, Claudio, un amico ormai. Un uomo che, se negli anni Settanta era considerato un artista non impegnato, oggi quel marchio l'ha buttato via, lontano, oltre.

 Immagini di O'SCIA' 2005:

http://www.kataweb.it/multimedia/media/412041

 

postato da: Pat51 alle ore 08:26 | Permalink | commenti
categoria:immigrazione, o scia 2006
giovedì, 14 settembre 2006
"VOCE" DI CHI NON HA VOCE
 
(testo dell'intervento di Claudio Baglioni alla Conferenza internazionale sull'immigrazione che si è tenuta il 13 Settembre
a Bruxelles, nella sede dell'Europarlamento.)
da: FAMIGLIA CRISTIANA
 
Vengo senza bandiere, senza colori, senza tessere di partito. Senza pretendere di suggerire visioni politiche, senza forzature ideologiche, libero da orientamenti pregiudiziali.
Vengo come ambasciatre di domande, non come possessore di risposte.
A chiedere, non a portare soluzioni.
Vengo nel cuore istituzionale d'Europa, nello spirito di "O-scià per sollecitare istituzioni, forze politiche, media e opinione pubblica a  una riflessione autentica, profonda e non di circostanza su un dramma che riguarda il presente, ma anche l'equilibrio e lo sviluppo futuro del nostro continente e dell'intera area del Mediterraneo: il dramma dell'immigrazione clandestina.
"O-scià" non è qui per porre un problema di solidarietà o formulare un generico appello alla carità e alla fratellanza.
E' qui per parlare di diritto, econmia sicurezza.
Per chiedere all'Europa di garantire a tutti - anche ai migranti minori quasi sempre "invisibili", donne, uomini - quei diritti universali e inalienabili che sono propri di ogni uomo, senza esclusioni, nè eccezioni; di concorrere a costruire opportunità di sopravvivenza, lavoro e sviluppo per quei Paesi, dai quali sono più forti le spinte migratorie; di farsi portatrice di pace, libertà, sicurezza e stabilità per tutte quelle aree che vivono un insostenibile e preoccupante deficit di tali valori.
Alle porte dell'Europa, che ha tutto e può tutto, bussa chi ha nulla e può nulla. Lo abbiamo fatto anche noi, quando eravamo poveri e senza prospettiva.
E non esiteremmo a rifarlo se si rendesse di nuovo necessario. A ciò si aggiunge il fatto che, oggi, la società globalizzata non ammette più oasi verdi, zone franche o compartimenti stagni. Se, quindi, da un lato c'è l'urgenza di puntare a rimuovere le cause di quell'immigrazione volàno di disagi, tensioni e squilibri, dall'altro c'è bisogno di una legislazione aperta e intelligente, capace di regolamentare accessi e presenze, anche in considerazione di precise lacune ed esigenze delle economie continentali.
Da noi la domanda di manodopera di imprese e famiglie (lavoro stagionale, domestico, assistenza ad anziani e malati) cresce, e, con essa, cresce il bisogno di combattere piaghe quali il lavoro nero e lo sfruttamento di donne e minori.
Perchè l'Europa? Perchè Lampedusa non è una zattera rocciosa alla fonda in un tratto di mare più vicino all'Africa che all'Europa. E' un quartiere di Bruxelles.
Un quartiere periferico, certo; per molti aspetti, forse, tra i più disagiati dell'intera Unione.
Ma lì vivono cittadini europei come tutti gli altri. Cittadini che dovrebbero godere almeno di pari diritti (visto che non si può parlare di pari opportunità) rispetto a chi vive a Parigi, Londra, Berlino o in qualunque altro piccolo o grande Comune d'Europa.
Perchè il diritto non si misura in chilometri e non diminuisce con l'aumentare della distanza che ci separa dal cuore delle nostre istituzioni.
L'immigrazione clandestina è, dunque, un problema europeo ed esige una risposta europea.
"O-scià" è qui per sollecitare tale risposta.
Ma lampedusano ed europeo - nell'intenzione almeno - è anche chi bussa alle nostre porte nella speranza di trovare ciò che nella sua terra gli è negato: libertà, pace, salute, lavoro.
In una parola: futuro.
Non lo chiede formalmente, certo. Non ne avrebbe il tempo. In nessun caso. Lo chiede di fatto, nel modo più urgente e drammatico.
Abbandona tutto - terra, casa,famiglia, affetti- e impegna tutto per rischiare la vita in mare aperto, su un relitto sul quale nessuno di noi metterebbe piede, nemmeno se fosse saldamente ancorato in porto.
Cerca di eludere i controlli e raggiungere, a qualunque costo, l'estrtema periferia sud di Bruxelles: Lampedusa, appunto.
Riusciamo a immaginare una domanda più pressante e definitiva? Non è una semplice ricjiesta di aiuto.
E' un urlo lacerante, che risuona dal Mediterraneo al Mare del Nord. Possiamo continuare a fingere di non udirlo?
E' singolare che, parlando di clandestini, ci si soffermi sempre sui problemi costituiti dal loro ingresso e non ci si interroghi mai sulle ragioni del loro fuggire dai Paesi d'origine. Perchè? La domanda non è mia. E' di Papa Benedetto XVI, formulata lo scorso ottobre, in occasione della Giornata mondiale  del Migrante e del Rifugiato. Credo che sia la domanda fondamentale.
In certe condizioni, migrare non è una scelta. Al contrario: lo fa chi non ha scelta. In presenza di un'alternativa, nessuno rischierebbe tanto.
Ebbene, l'Europa politica è chiamata a lavorare per costruire quell'alternativa. Se non per solidarietà, per necessità.
Chiudere le porte non è solo inaccettabile dal punto di vista etico: è anche tecnicamente impossibile e, per molti aspetti, può risultare addirittura controproducente.
La cronaca quotidiana lo dimostra. In Europa e in tutto il mondo.
Per questo "O-scià" - che quest'anno ha ottenuto anche il sostegno ideale dell'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati e di Amnesty International  - è a Bruxelles per chiedere politiche illuminate e lungimiranti in gradi di ristabilire il diritto, garantire pari dignità e pari opportunità a chi c'è e a chi arriva e non una scelta obbligata per la sopravvivenza.
Un compito difficile, certo, ma - come la storia dimostra - non impossibile.
Anche perchè, quando la causa è alta, l'uomo si scopre capace di coprire qualunque distanza.
CLAUDIO BAGLIONI
postato da: Pat51 alle ore 19:34 | Permalink | commenti
categoria:immigrazione, lampedusa
mercoledì, 13 settembre 2006
 
 
"....perchè domani sia migliore
perchè domani...."
 
Complimenti Claudio,
 bellissimo concerto!
 
postato da: Pat51 alle ore 21:22 | Permalink | commenti
categoria:eventi, concerti, claudio