| 15/09/2006 | ore 16.49 |
| Rifugiati | |
| IL SOSTEGNO DELL'UNHCR AL CONCERTO "O SCIÀ" DI CLAUDIO BAGLIONI A LAMPEDUSA | |
| GINEVRA\ aise\ - Anche l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) esprime oggi il proprio sostegno all'iniziativa "O Scià", il concerto di tre giorni organizzato ogni anno dal celebre cantautore Claudio Baglioni sull'isola di Lampedusa. L’evento, in programma dal 28 al 30 settembre, ha come obiettivo quello di sensibilizzare attraverso la musica il grande pubblico nei confronti di un tema attuale e complesso come quello dell'immigrazione. Negli ultimi anni, sottolineano da Ginevra, la piccola isola siciliana è sempre più interessata dall'arrivo di migranti e rifugiati provenienti dalla riva sud del Mediterraneo, un fenomeno che sta assumendo dimensioni e caratteristiche sempre più preoccupanti. Ormai da tempo Lampedusa sta facendo fronte con impegno e generosità ad un fenomeno più grande della sua portata. Con la buona stagione, infatti, quasi quotidianamente si possono vedere centinaia di persone sbarcare sulle coste dell'isola, dopo estenuanti e pericolosi viaggi su gommoni precari e barchette in vetroresina. Persone provenienti dalle aree più povere e lacerate del mondo, che sempre più spesso, per fuggire anche da guerre e persecuzioni, sono costrette ad affidare la propria vita a trafficanti senza scrupoli. Purtroppo, molti di loro non ce la fanno e trovano la morte in mare. Si stima che ogni anno dalle 2 mila alle 3 mila persone perdano la vita nel tentativo di raggiungere l'Europa dall'Africa. Alla luce di queste drammatiche cifre, l'UNHCR ritiene che il concerto "O Scià", attraverso il linguaggio universale della musica, offra un'importante opportunità per portare all'attenzione dell'opinione pubblica il dramma umano alla base del fenomeno dell'immigrazione irregolare. Spesso, infatti, sui mezzi d'informazione, l'approccio politico al fenomeno - che talvolta scade nella strumentalizzazione - e quello sensazionalistico hanno la preminenza sugli aspetti legati alle cause della fuga e su quelli relativi all'accoglienza e all'integrazione di migranti e rifugiati secondo criteri di umanità e in linea con il diritto internazionale. L'Agenzia delle Nazioni Unite, incaricata di fornire protezione e assistenza ad oltre 20 milioni di rifugiati, richiedenti asilo ed altre categorie di migranti forzati in tutto il mondo, lavora all'interno del centro di primo soccorso e smistamento di Lampedusa dallo scorso marzo. Il suo ruolo consiste nel fornire informazioni sul diritto d'asilo e di dare assistenza e indicazioni sulla procedura a quanti esprimono bisogno di protezione internazionale. La presenza dell'UNHCR, insieme a quella dell'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM) e della Croce Rossa, rientra nel progetto del Ministero dell'Interno finanziato dal programma europeo ARGO e costituisce un valido esempio di collaborazione sulle questioni dell'asilo. (aise) |
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di Katia Riccardi
E' un festival scalzo, O'Scià!, isolato dagli altri festival e isolano. E' nato e vive a Lampedusa dove può cantare a voce alta, senza disturbare i vicini. Che arrivano, devono arrivare, numerosi a fare il coro. "O'Scià! vuol dire respiro in dialetto, ma è anche l'acronimo di Odori, Suoni, Colori di Isole d'Altomare" ha spiegato Claudio Baglioni, il suo ideatore. Che prima si è innamorato dell'isola e del suo mare, poi ne ha visto le ferite e alla fine ha deciso di intervenire, cantando e facendo cantare. Nel tentativo di attirare con suoni e rumore, l'attenzione di quanti più possibile sui sui diritti umani, quelli degli immigrati clandestini e quelli degli abitanti di Lampedusa. "Perché non prevalga questa assurda lotta fra due paure contrapposte - ha detto Baglioni che è appena rientrato da Bruxelles dove ha suonato all'Europarlamento per sensibilizzare sul tema istituzioni, mondo politico e opinione pubblica europea -, la nostra paura di perdere il benessere acquisito e quella degli altri di non arrivare nemmeno all'antipasto dello stesso benessere". Tre giorni di note dunque - il 28, 29 e 30 settembre - aperte a tutti. Consigliate a tutti. "Per noi l'importante è l'accoglienza, che inizia nel momento stesso in cui gli ospiti atterrano qui - ha detto ancora il cantante romano -. Perché è un tipo di atmosfera che vogliamo raggiungere. Che sia spontanea, umana, lontana da schemi di divismo che circondano troppo spesso altri generi di manifestazioni"
"L'immigrazione clandestina - ha spiegato Baglioni - è un problema europeo e richiede una risposta europea. Lampedusa è un quartiere di Bruxelles, forse tra i più disagiati dell'intera Unione. Ma lì vivono cittadini europei come tutti gli altri. Cittadini che dovrebbero godere degli stessi diritti di chi vive in qualunque altro piccolo o grande comune d'Europa. Perché il diritto non si misura in chilometri e non diminuisce con l'aumentare della distanza che ci separa dal cuore delle nostre Istituzioni". Alla conferenza stampa di presentazione era presente anche il sindaco delle Pelagi, Bruno Siracusa, che ha ringraziato, sincero, tutti. I presenti, gli artisti, chiunque abbia fatto qualcosa per portare attenzione sulla sua isola meravigliosa e disagiata. "Le donne non possono partorire qui, devono prendere la nave. E le navi non arrivano sempre. Qui invece arrivano i clandestini e qui, troppo spesso, ci arrivano morti". Soprattutto il sindaco ha ringraziato Baglioni, Claudio, un amico ormai. Un uomo che, se negli anni Settanta era considerato un artista non impegnato, oggi quel marchio l'ha buttato via, lontano, oltre.
Immagini di O'SCIA' 2005:
http://www.kataweb.it/multimedia/media/412041