mercoledì, 31 gennaio 2007

"La stanza dell'orso e dell'ape"

Questa è una storia che nessuno vorrebbe mai scrivere. E per questo qualcuno ha dovuto farlo. Si presenta così il romanzo "La stanza dell'orso e dell'ape", storia di una bimba speciale

Sara Regimenti

Questa è una storia che nessuno vorrebbe mai scrivere. E per questo qualcuno ha dovuto farlo. Si presenta così il romanzo "La stanza dell'orso e dell'ape" , edito da Mursia, che ha già venduto 60mila copie in poche settimane. Si tratta di una testimonianza raccolta dalla giornalista Michela Franco Celani, dalla voce, dagli sguardi, dalle ore passate accanto a una madre, Patrizia Miotto, a cui, racconta l'autrice, capita di vivere "la più devastante delle esperienze umane"ovvero quella di sentirsi dire, da un medico che non ha il coraggio di guardarla negli occhi, che sua figlia "ha un tumore maligno grande quanto una testa in sede retroperitoneale".
Ma più che la storia del dolore di una madre, questa è la storia di una straordinaria bambina che si ritrova ad affrontare la malattia a due anni e 9 mesi: Amy, che con ancora con il bambolotto in mano che vivrà due anni avanti e indietro in un centro per la cura di tumori infantili, imparando nel frattempo a leggere e a scrivere, facendoci piangere o sorridere con le sue frasi buffe o durissime. Amy che capisce tutto, nonostante le "storie" inventate dalla mamma e dalla nonna per spiegarle quello che le sta succedendo.
Al posto dei brutti nomi della malattia, degli strumenti di cura, ci sono rane fastidiose che vanno portate via dal pancino. "Scopro che anche altri genitori si sono inventati un bestiario fantasioso. Vermetti, topolini, scimmiotte, serpentelli che si sono infilati per gioco nel corpo dei bambini e ai quali adesso bisogna dare la caccia. Un mini zoo di bestiole impazzite che vogliono ammazzare i nostri figli". Ma ci sono anche "sciacalli" che approfittano della storia di Amy e un dottore che "somiglia a un peluche" (Di Bella) da cui farsi visitare per cercare di ricominciare a sperare e un papà che viene a trovarla in treno e non rimane mai più di un'ora con la scusa degli orari delle ferrovia. E una mamma di 30 anni che vive la sua primavera a distanza, e che ormai riconosce i giorni, scanditi solo da punture e corse in ospedale, dall'odore. "Ci sono i giorni buoni che profumano di talco, di caffellatte, di baby shampoo, e i giorni cattivi che puzzano di disinfettante, di sudore, di vomito". Amy, invece, sembra "un pulcino che non ha ancora messo le sue piume": è lei la protagonista della storia, con il suo coraggio e la sua forza, che, nonostante i suoi soli quattro anni, le fa capire che "gli angeli stanno venendo a portarla via" e chiede: "Ma non è che poi mi fanno cadere?". No Amy, gli angeli non hanno mai fatto cadere nessuno.

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categoria:libri
lunedì, 29 gennaio 2007

Ma tu dimmi, perché mi servi, angelo?

"Io non so, mi comandano.

Tu non mi piaci, tu sei goffo e opaco, il tuo corpo è il mio esilio, io sono servo, un angelo missionario.

" Allora chi ti manda?

"Tu pensa a chi t’ama e saprai chi mi guida.

Io sono soltanto le mani che tende colui che ama l’altro. (...)

Le mani di chi ama con ansia vitale terminano in angeli."
("Angelo smarrito", P. Salinas)


 
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categoria:poesia, angeli
sabato, 27 gennaio 2007

IMMIGRAZIONE/ PROGETTO CLAN-DESTINO, GIOVANI PER L'INTEGRAZIONE

Un calendario per meglio rappresentare incontro di culture

Roma, 26 gen. (APCom) - Si chiama 'Clan-Destino: insieme per costruire l'integrazione' il progetto nazionale di educazione interculturale, promosso dall'Osservatorio Permanente Giovani-Editori e la Fondazione O'Scià, rappresentata da Claudio Baglioni. Scopo del progetto: realizzare un calendario scolastico con 12 fotografie da regalare a tutte le scuole italiane. Da oggi infatti, prende il via il concorso 'Il Quotidiano in Classe' a cui partecipano oltre un milione e mezzo di studenti delle scuole secondarie superiori: foto, immagini, disegni, poesie, aforismi, per rappresentare il termine 'integrazione'.

"Un progetto importante per favorire il confronto tra culture, figlio della cultura del confronto - ha spiegato Andrea Ceccherini, presidente dell'Osservatorio, durante la conferenza stampa a Roma - obiettivo di favorire quel clima di dialogo e di rispetto reciproco che rende la società più libera, più civile e più democratica".

"La musica - ha detto l'artista romano Claudio Baglioni - insegna che la bellezza nasce proprio dall'armonia delle diversità. Da una sola nota non nasce niente di buono. E come in un'orchestra - ha proseguito - ogni musicista porta il valore della propria tecnica, della propria sensibilità, della propria espressività. L'integrazione - ha concluso Baglioni - è esattamente questo: creare l'orchestra degli uomini". ..

Nel dicembre 2006, per promuovere il dialogo interculturale e fare dell'Europa la terra dell'incontro tra le grandi civiltà, le culture e le diverse fedi, è nata la FONDAZIONE O'SCIA'. Due gli obiettivi fondamentali:

- superare paure e diffidenze e favorire - attraverso il linguaggio universale e unificante della musica e dell'arte - l'incontro e l'integrazione tra i popoli e le etnie;

- concorrere a costruire - grazie al riconoscimento e alla promozione dei valori di cui ogni cultura è portatrice - un nuovo modello di convivenza: civile, pacifica e solidale.

 

...il testo integrale del COMUNICATO STAMPA sul sito www.patapan.it

 .... bellissimo progetto.

 Complimenti!

 

 

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categoria:immigrazione
sabato, 27 gennaio 2007
"...Migliaia, anzi milioni di volte mi sono chiesta perchè sono sopravvissuta alla Shoah. Ma non c'è risposta. Potrei dire che Dio mi ha tenuto una mano in testa. Ma perchè a me e non alla compagna che mi dormiva accanto? Ognuno di noi ha un destino scritto da qualche parte...Ho iniziato a testimoniare per un debito non pagato. Lo dovevo a tutte le vite che io ho visto spezzare intorno a me...E lo dovevo soprattutto ai miei che sono morti ad Auschwitz..."
Liliana Segre

 
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categoria:giornata della memoria
mercoledì, 24 gennaio 2007
SAN MICHELE ARCANGELO
IL PRINCIPE DEGLI ANGELI
 
"Or in quel tempo sorgerà Michele, il gran principe, che vigila su figli del tuo popolo. Vi sarà un tempo di angoscia, come non c'era mai stato dal sorgere delle nazioni fino a quel tempo; in quel tempo sarà salvato il tuo popolo, chiunque si troverà scritto nel libro". (Daniele 12,1) Scoppiò quindi una guerra nel cielo: Michele e i suoi angeli combattevano contro il drago. Il drago combatteva insieme con i suoi angeli, ma non prevalsero e non ci fu più posto per essi in cielo. Il grande drago, il serpente antico, colui che chiamiamo il diavolo e satana e che seduce tutta la terra, fu precipitato sulla terra e con lui furono precipitati anche i suoi angeli. (Apocalisse 12,7-9) Il nome dell’arcangelo Michele, che significa “chi è come Dio ?”, è citato cinque volte nella Sacra Scrittura; tre volte nel libro di Daniele, una nel libro di Giuda e nell'Apocalisse di San Giovanni Evangelista, e in tutte le cinque volte egli è considerato “capo supremo dell’esercito celeste”, cioè degli angeli in guerra contro il male, che nell’Apocalisse è rappresentato da un dragone con i suoi angeli, sconfitto nella lotta, scacciato dai cieli e precipitato sulla terra. San Giovanni descrive la grande battaglia avvenuta in cielo tra gli angeli rimasti fedeli a Dio e gli angeli ribelli comandati da satana, il dragone rosso con sette teste e dieci corna. Il comandante degli angeli rimasti fedeli a Dio è Michael ovvero San Michele Arcangelo. L’Arcangelo viene rappresentato, nell’iconografia orientale ed occidentale, come un combattente con la spada in mano, che nella prima immensa guerra apocalittica, svoltasi prima della venuta dell'uomo sulla terra, affronta e sconfigge Lucifero ribellatosi a Dio, facendolo sprofondare nelle tenebre. Contribuirono, certamente, ad accrescere il culto di San Michele nell’area sannita le vicende della transumanza ed i pellegrinaggi verso il Gargano dei Longobardi. Nell’Arcangelo, i biondi guerrieri venuti dal nord identificarono "l'eroe di Dio", il Santo guerriero, il capo dell’esercito celeste nel quale ritrovavano caratteristiche ed attributi del pagano Wothan, considerato dai popoli germanici dio della guerra, protettore dei guerrieri e degli eroi. I Longobardi considerarono San Michele il loro santo nazionale facendolo rappresentare quale effigie sugli scudi e sulle monete, diffondendo così il suo culto tra il popolo insieme all’uso di grotte e cavità naturali che nel tempo, a seguito di benefici e lasciti dei Longobardi prima, e dei Normanni dopo, da singoli e nudi eremi, divennero veri e propri centri di culto, abbelliti da affreschi ed altari che sono tuttora visibili. E sono proprio queste antiche e significative testimonianze della devozione popolare che   l'Arcangelo San Michele, il più potente difensore del popolo di Dio, fu definito “Principe degli Angeli” per la sua lealtà, fedeltà e devozione nei confronti del Signore.
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categoria:angeli