RIFUGIATI, ANCORA IN ATTESA DI UNA LEGGE
di Elvio Pesca (stranieriinitalia.it)
Sono circa 20mila i rifugiati che vivono in Italia, uomini e donne fuggiti a persecuzioni e guerre che per arrivare fin qui a chidere asilo hanno spesso affrontato viaggi pericolosi attraversando il Sahara e il Mediterraneo. Il dato è di gran lunga inferiore a quello degli altri Paesi europei (in Francia ce ne sono più di 100mila, in Germania addirittura 700mila) ed è anche per questo che i rifugiati vengono spesso confusi con gli oltre tre milioni di immigrati spinti qui dalla ricerca di un lavoro e non dalla violenza. Ma la differenza è grande, anche il punto di vista normativo.
Ogni domanda d'asilo viene esaminata da una commissione che ascolta il cittadino straniero per valutare se in patria correrebbe davvero dei pericoli.
L'anno scorso ne sono state presentate circa 10mila, con Etiopia, Eritrea, Nigeria e Togo in testa alla classifica dei Paesi d'origine.
Lo status di rifugiato è stato riconosciuto a meno del 10% dei richiedenti, mentre a quasi il 50% è stata concessa la protezione umanitaria, che però dà meno diritti. Per tutti gli altri, insieme alla bocciatura della domanda, è scattata l'espulsione.
Si va avnti con le procedure introdotte da direttive Ue o dalle varie leggi sull'immigrazione perché l'Italia, caso unico in Europa, non si è ancora dotata di una legge organica sull'asilo. Un ritardo che si spera venga colmato presto, con l'approvazione di una delle proposte bipartisan già all'esame di Camera e Senato. Come ha sottolineato qualche giorno fa il presidente Napolitano, "su questi temi il Parlamento, se vuole onorare le sue tradizioni civili, non può presentarsi diviso".
dal quotidiano gratuito pomeridiano IL SOLE 24 ORE.