Ad Apcom l'artista si confida sulla sua fede
Roma, 30 ago. (Apcom) - Abbattere le frontiere della globalizzazione, della cultura e delle etnie, per "ritrovare il senso del contatto, dei sentimenti, dell'abbraccio, del dialogo, del confronto". Con questo spirito Claudio Baglioni salirà sabato notte sul maxipalco di Montorso, la spianata che accoglierà 300mila pellegrini per l'Agorà dei Giovani, il raduno con Papa Benedetto XVI. E la sua musica avrà un unico messaggio: "Prendere il proprio destino e il futuro in mano, e impegnarsi per creare un mondo migliore".
Da domani Baglioni sarà nella cittadina marchigiana per provare le ultime note; sabato l'incontro con i giovani e poi la partenza per Lampedusa, dove lo attende il progetto O'Scia che l'artista romano porta avanti da 5 anni con lo scopo di far riflettere istituzioni e forze politiche sul tema dell'immigrazione.
"Sono molto attirato dall'idea dell'Agorà, di una grande piazza che abbatte le piazze multimediali che l'odierno modo di vita ci presenta - dice l'artista romano in una intervista ad Apcom -ed è ridiventata una necessità ristabilire un rapporto fisico ravvicinato, un confronto, un dialogo, un contatto. E' il tentativo di creare percorsi intorno all'idea dello stare insieme - prosegue Baglioni - dell'attenzione al prossimo, della ricerca comune verso un progetto di un futuro con dei colori di speranza". Un mondo diviso in due quello che vede l'artista di 'Avrai', 'Mille giorni di te e di me' e di tantissimi successi internazionali. "La lavagna della vita si divide in due strade - dice Baglioni, quasi parafrasando i suoi pensieri in veste artistica (l'artista è laureato in architettura, ndr) - una è quella della divisione, dell'individualismo, dell'egoismo; l'altra è il tentativo dell'abbattimento delle distanze e dell'abbraccio, del reciproco riconoscimento delle rispettive dignità, al di là delle differenze di religioni, costumi di vita, condizioni economiche o sociali. Qualcuno sceglie la prima strada e qualcuna sceglie la seconda".
L'artista romano si esibirà in tre brani di successo: "Canterò 'Strada facendo', 'La vita è adesso' e 'Buon viaggio della vita'. Mi sarebbe piaciuto cantare anche 'Fratello sole', sarebbe stato affascinante. Domani ci saranno le prove e vedremo...". E il messaggio che lancerà ai giovani attraverso la sua musica è questo: "Mettetevi di impegno per migliorare il mondo, per tentare di rinnovarlo, di rivoluzionarlo, di essere attivi e presenti. Prendete la vostra vita in mano e cambiate questo mondo". Baglioni invita inoltre i giovani a "saper riconoscere in alcune figure i nocchieri che possono traghettare tutta l'umanità che vive un momento di paura, di crisi, di confusione".
"Sia Wojtyla che Ratzinger hanno avuto finora una tale capacità di radunare tantissimi giovani che accorrono da tutte le parti del mondo - prosegue il cantante romano - ed è una bella sensazione la presenza di una grande orchestra di uomini, per dirla in gergo musicale". "Il mondo è troppo pieno di tutto e di tutti - dice ancora Baglioni - e un giovane fatica a trovare il proprio spazio; ci sono troppi suoni distorti e c'è bisogno di ritrovare questi momenti di silenzio e di profonda spiritualità, come all'Agorà di Loreto".
Benedetto XVI è un piace che piace a Claudio Baglioni. "E' una figura che raccoglie un'eredità difficile e ha il suo da fare, ma anche Wojtyla all'inizio non era accettato da tutti. Abbiamo bisogno di tempo. Io guardo alla sua figura di Papa - racconta l'artista - come uno dei primi punti di riferimento. Poi, è ovvio che la condizione di spiritualità è assolutamente personale. La fede non è una fiaccola, è una candelina che va riparata con tutte e due le mani da ogni venticello, è una strada che dura tutta la vita - conclude Baglioni - la fede richiede attenzione, spiritualità e voglia di crescere. Bisogna rinnovarla continuamente. È un'impresa che va avanti per tutta la vita, e anche dopo....".
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