domenica, 30 settembre 2007
 
 
 
Sull’isola la manifestazione «O’Scià»
Baglioni: «Il mio sogno?
Il Papa a Lampedusa»
LAMPEDUSA al centro del Mediterraneo, non solo geograficamente ma anche artisticamente e culturalmente con «O’Scià», manifestazione di musica e teatro curata da Claudio Baglioni. In questi giorni si sono accesi i riflettori sulla splendida isola del Mediterraneo troppo spesso ricordata, ingiustamente, solo per gli sbarchi dei clandestini. Giunta alla sua quinta edizione, «O’Scià» che, iniziata lo scorso 23 settembre, è giunta oggi alla giornata finale, ha offerto una ricca serie di eventi musicali e teatrali, momenti di dibattito e sensibilizzazione sul fenomeno delle migrazioni. «Mai un presidente della Repubblica o un Papa si è recato in visita a Lampedusa - ha detto Claudio Baglioni - Io li ho invitati entrambi, nell'ambito di O’Scià senza avere tuttavia la pretesa che questa isola e il mio festival diventino l'ombelico del mondo». Baglioni ha affermato che la sua è una manifestazione «politica», senza che questo debba significare «avere un ruolo di supplenza rispetto a chi ha un ruolo propriamente politico». Gli artisti, ha aggiunto con umorismo il cantautore romano, «non sanno fare le guerre ma, come i trombettisti al fronte, possono suonare la carica». Se il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano gli ha inviato una lettera di ringraziamento declinando l’invito, il Papa gli ha assicurato, tempo fa, di avere molto a cuore la situazione di Lampedusa, seguita a distanza attraverso i telegiornali. «O’Scià» gode del patrocinio di numerose istituzioni italiane ed europee e del sostegno di alcune organizzazioni non governative. «Qualche politico si era fatto avanti, ma alla fine non sarà presente - ha detto ancora Baglioni, a proposito dell'annunciata presenza, poi sfumata, dei ministri Rutelli e Mastella - Ci auguriamo che facciano bene nelle loro sedi». Neanche Franco Frattini, vicepresidente della Commissione Europea, arriverà a Lampedusa. Doveva essere presente ad una tavola rotonda sul problema dell'immigrazione clandestina. Anche Frattini ha inviato un messaggio in cui, complimentandosi con Baglioni, ribadisce la necessità di restituire il sorriso a Lampedusa, un'isola, scrive, «che è simbolo di terra e di speranza per molti, ma nello stesso tempo, e proprio per questo, soffre di un imprinting e di un'immagine negativa che rendono pallida la sua bellezza e la sua attrattiva turistica». Baglioni, che giovedì prossimo partirà per gli Stati Uniti dove terrà alcuni concerti, punta a fare tappa con la manifestazione anche in Libia, dopo il successo riscontrato a Malta oltre che a Lampedusa. «La Libia - ha spiegato il cantante - vorrebbe organizzare anche un convegno ecumenico con la Chiesa di Roma, le chiese valdesi... ma non me la sentirei di organizzare anche un meeting interreligioso», ha concluso, sorridendo, Baglioni. Oggi gran finale con Laura Pausini, Pino Daniele, Paolo Bonolis e altri artisti. E intanto Baglioni pensa già al cast della prossima edizione di «O’Scià». Tra gli obiettivi c'è quello di coinvolgere il senegalese Youssour N’Dour e Peter Gabriel.
spettacoli@iltempo.it

sabato 29 settembre 2007
 
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categoria:claudio, oscia 2007
venerdì, 28 settembre 2007
postato da: Pat51 alle ore 14:02 | Permalink | commenti
categoria:1081081081234
venerdì, 28 settembre 2007
Web oscurato in Birmania, blog in rosso
 
Un responsabile delle telecomunicazioni del regime parla di guasto:
«Internet non funziona per un cavo sottomarino danneggiato»
 
Blogosfere tinto di rosso
Blogosfere tinto di rosso
Mentre in Birmania Internet viene oscurato dal regime, nel resto del mondo siti e blog si tingono di rosso in segno di solidarietà al popolo birmano.
I militari cercano con ogni mezzo di impedire che le notizie su quanto sta accadendo escano dal Paese: all'avvio delle proteste hanno iniziato a negare ai giornalisti stranieri il visto d'ingresso, a interrompere i collegamenti dei cellulari dei maggiori attivisti democratici e a oscurare molti blog dove i cittadini rivelavano al mondo quello che stava succedendo (alcuni hanno anche usato biglietti elettronici di auguri e il sito di socializzazione Facebook per raccontare quanto stava accadendo).

WEB BLOCCATO - Ora però la morsa della censura è diventata ancora più stretta: mentre è in corso la caccia ai giornalisti stranieri, collegarsi a Internet è diventato impossibile anche per quei giovani smanettoni che fino a ieri riuscivano a «bucare» la pesante cortina stesa dai militari attorno al Paese: giovani universitari, per lo più residenti a Rangoon, erano finora riusciti a inserire decine di foto e video sui blog documentando passo passo la silenziosa protesta dei monaci buddisti e il crescente appoggio popolare. Ma il flusso delle immagini di quanto sta succedendo in Birmania si è interrotto. Tutti gli internet cafè sono stati chiusi e nessuno risponde ai telefoni degli uffici del principale provider di internet per spiegare come mai non è possibile aver accesso al Web. Che l'accesso alla Rete sia bloccato è stato ammesso anche da un responsabile delle telecomunicazioni, che però ha attribuito il problema a «un cavo sottomarino danneggiato». «Internet non funziona a causa di un cavo sottomarino danneggiato », ha riferito all'AFP un responsabile dell'impresa di Stato, Myanmar Post and Telecoms.

BLOG IN ROSSO - Intanto nel resto del mondo siti e blog si tingono di rosso, il colore delle veste dei monaci e in particolare del «sanghati» che contraddistingue i buddisti birmani. Anche
Blogosfere, il più grande network italiano di blog professionali d'informazione con oltre 1.800mila lettori ogni mese, è sceso in campo a favore della libertà della Birmania invitando tutti i blogger italiani ad aderire alla campagna «Free Burma» e a manifestare contro gli avvenimenti di questi giorni. E anche contro il fatto che dopo due giorni di repressione da parte dei militari delle manifestazioni di protesta, sia venuto a mancare il principale canale di diffusione di informazioni e foto da parte della dissidenza birmana su quanto sta accadendo nel paese.
(a.mu.)
28 settembre 2007http://www.corriere.it/Primo_Piano/Esteri/2007/09_Settembre/28/birmania_web_rosso.shtml
 

 
postato da: Pat51 alle ore 10:57 | Permalink | commenti (2)
categoria:birmania
martedì, 25 settembre 2007
Monaci buddisti protestano in Birmania contro la giunta militare - 22 settembre 2007 - foto AP - 250x180

Birmania, 300mila in piazza con i monaci contro il regime

postato da: Pat51 alle ore 09:45 | Permalink | commenti
categoria:birmania
domenica, 23 settembre 2007

 
postato da: Pat51 alle ore 19:08 | Permalink | commenti
categoria:immigrazione, lampedusa, claudio, oscia 2007