mercoledì, 30 gennaio 2008
"I versi non si scrivono - capitano,
come i sentimenti o il tramonto.
L'anima - una complice cieca.
Non hai scritto - è capitato così"
(Andrej Voznesenskj)

 
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categoria:poesia
domenica, 27 gennaio 2008
 
"Ero una bambina milanese come tante altre, di famiglia ebraica laica e agnostica non avendo ricevuto alcun insegnamento religioso in casa. Nel settembre del 1938 avevo terminato la scuola elementare....Non avevo mai sentito parlare di ebraismo quando, una sera di fine estate, mi sentii dire dai miei familiari che non avrei più potuto andare a scuola...Io frequentavo una scuola pubblica, ero una discreta scolara, non vedevo motivi per essere espulsa.
-Perchè?Cos'ho fatto di male?- chiesi, e intanto mi sentivo colpevole, colpevole di una colpa che mi era sconosciuta.
Solo negli anni avrei capito che era la colpa di essere nata ebrea: colpa inesistente, paradosso artificiale ma allora spavantosamente reale......  
E poi era la notte, la notte de Lager. Arrivava il pezzo di pane nero, atteso pazzamente tutto il giorno, perchè dopo la zuppa schifosa che ci davano al mattino non si ingeriva più nulla fino al tramonto.
Era una fetta di pane nero umido, pesante, accompagnato da un cucchiaino di margarina e, due volte alla setimana, da una fetta di salsiccia di cui nessuno voleva conoscere il contenuto. Mangiavamo felici. Seicento calorie al giorno, la dieta pensata per noi: il giusto per sopravvivere una media di sei mesi."
(Sopravvissuta ad Auschwitz, Liliana Segre) 
 
 

 

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categoria:giornata della memoria
sabato, 26 gennaio 2008
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
QUELLI CHE CI SALVARONO
Jenna Blum
 
Weimar, 1939. La guerra è appena iniziata e Anna, una diciottenne orfana di madre, che vive con il padre ma senza il suo affetto, conosce Max Stern, un medico ebreo trentaseienne, e se ne innamora. Quando Stern è costretto a fuggire, ricercato dalle SS non solo perché ebreo ma per la sua attiva partecipazione alla rete di resistenza antinazista, Anna decide di ospitarlo nella propria casa, in un sottoscala dimenticato, di nascosto dal padre, che non fa mistero delle proprie simpatie per il regime. Max e Anna diventano amanti. Aiutata dalla fornaia Mathilde, membro della resistenza, Anna tenta di procurarsi dei documenti falsi per espatriare in Svizzera con Max. Ma proprio quando i documenti sono pronti e Anna sta per annunciare a Max di essere incinta, il padre scopre il nascondiglio e fa arrestare il medico, che viene internato nel campo di concentramento di Buchenwald, costruito nei boschi intorno alla città. Dopo un duro confronto col padre, Anna scappa di casa e si rifugia da Mathilde, la fornaia: non rivedrà mai più né suo padre, che presto si trasferisce a Berlino, né Max, che verrà impiccato nel campo. Nell'anno in cui Anna mette al mondo Trudy, la figlia concepita con Max, Mathilde viene scoperta mentre trasporta un carico di armi verso il campo ed è uccisa. Al forno si presenta un ufficiale nazista, il quale fa chiaramente capire ad Anna che avrà salva la vita se accetterà di essere la sua amante. E così sarà, fino alla fine della guerra e alla fuga del soldato in Sud America.

http://www.bol.it/libri/scheda/ea978885450229.html;jsessionid=153383E0E695000442405A34A521B07E
 

 
postato da: Pat51 alle ore 09:07 | Permalink | commenti
categoria:libri, giornata della memoria
venerdì, 25 gennaio 2008

SE NON FOSSE PERCHE'

Se non fosse perché i tuoi occhi hanno color di luna,
di giorno con argilla, con lavoro, con fuoco,
e tieni imprigionata l'agilità dell'aria,
se non fosse perché sei una settimana d'ambra,

se non fosse perché sei il momento giallo
in cui l'autunno sale su pei rampicanti
e anche sei il pane che la luna fragrante
elabora passeggiando la sua farina pel cielo,

oh, adorata, io non t'amerei!
Nel tuo abbraccio io abbraccio ciò ch'esiste,
l'arena, il tempo, l'albero della pioggia,

e tutto vive perché io viva:
senz'andare sì lungi posso veder tutto:
vedo nella tua vita tutto ciò che vive.

Neruda

grazie a Babylon78

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categoria:poesia
giovedì, 24 gennaio 2008
 
"Quante strade, amore, per giungere a un bacio,
che solitudine errante fino alla tua compagnia.
I treni continuano a rotolare soli con la pioggia.
A Taltal ancora non albeggia la primavera."
(P.Neruda)
 
Quante solitarie serate d'inverno.
Sarebbe bello sapere, con la certezza dei poeti,
che alla fine di un sentiero c'è un bacio, un abbraccio, sempre.
 
da:CITY

 

 

postato da: Pat51 alle ore 18:22 | Permalink | commenti (2)
categoria:pensieri, poesia