sabato, 25 agosto 2007

Pena di morte : ancora 7 giorni per salvare un innocente
di osservatoriosullalegalita.org

23 Agosto 2007

Il 30 agosto un uomo innocente sara' ucciso dallo Stato del Texas, solo perche' presente ad un omicidio cui non ha partecipato e di cui non sapeva nulla. Kenneth Foster jr, un nero, e' solo vittima di una legge assurda e ingiusta, ma perdera' la vita.

All'azione per salvare la vita di questo innocente, oltre al nostro sito, ha partecipato la rete televisiva La7 e recentemente l'UE ha espresso preoccupazione rispetto alle esecuzioni in Texas, chiedendone la sospensione ed auspicando una moratoria in tutti gli Stati Uniti.

Tuttavia non si hanno ancora notizie incoraggianti sul caso di Kenneth Foster, un caso in cui non si tratta di essere abolizionisti o meno, si tratta di essere giusti, perche' un uomo innocente ha diritto alla liberta', all'integrita' fisica e alla sicurezza.

Ci sono pero' ancora sette giorni per inviare un appello al governatore del Texas, Perry, perche' sospenda l'esecuzione:

Gov. Rick Perry
Mail: State Capitol, P.O. Box 12428, Austin, TX 78711-2428
Tel: 512-463-2000 Fax: 512-463-1849
E-mail: via web

Per inviare una petizione all'ufficio dei perdoni e parole:

Texas Board of Pardons and Paroles
Mail: P.O. Box 13401, Capitol Station, Austin, TX 78711

La storia di Kenneth Foster

Speciale giustizia USA

Speciale diritti

da: www.osservatoriosullalegalita.org

 

postato da: Pat51 alle ore 11:21 | Permalink | commenti (2)
categoria:appello, pena di morte
mercoledì, 15 agosto 2007
Kenneth Foster, 30 anni, guidava l'auto sulla quale fuggì un amico
che aveva appena ucciso il giovane che aveva cercato di derubare

E' stato l'autista di una rapina finita in omicidio
Per il Texas deve essere messo a morte

Nello stato Usa vige infatti una legge che permette di condannare
alla pena capitale anche i complici. L'esecuzione è stata fissata per il 30 agosto
di ROSARIA AMATO

 

<B>E' stato l'autista di una rapina finita in omicidio<br>Per il Texas deve essere messo a morte</B>

Kenneth Foster con la moglie e la figlia in prigione

ROMA - Non ha ucciso nessuno, non è neanche il complice di un omicidio, eppure il 30 agosto Kenneth Foster, 30 anni, sarà giustiziato. La sentenza ha applicato una legge vigente solo in Texas, in base alla quale una persona "è responsabile di un crimine commesso da altri qualora egli abbia agito con l'intenzione di promuovere o assistere il compimento di tale crimine". Foster era alla guida dell'auto che è servita alla fuga di Maurice Brown, esecutore materiale di una rapina degenerata in omicidio, giustiziato per questo delitto alcuni anni fa.

Brown tentò di rapinare un giovane, ma qualcosa andò storto, fece fuoco e lo uccise. Per tutto il tempo Foster che, in base alla testimonianza dello stesso Brown e dell'altra persona che era in macchina, non si mosse da posto di guida. Ignorava inoltre le intenzioni del suo amico.

Ma il padre del giovane ucciso, avvocato molto abile e tra i più noti di San Antonio, riuscì a dimostrare che Foster aveva progettato l'omicidio insieme a Brown, e questo è stato sufficiente per arrivare alla condanna a morte considerato che, come affermano i tanti attivisti contro la pena di morte che hanno seguito il caso anche in Italia, il condannato è nero, povero, viene da una famiglia particolarmente disastrata e non era in grado di pagarsi avvocati sufficientemente abili.

Kenneth è figlio di genitori tossicodipendenti. Sua madre, una prostituta, è morta di AIDS quando lui aveva 17 anni. E' stato cresciuto da diversi parenti, tra i quali il nonno paterno, che lo ha aiutato a finire la scuola superiore e ad entrare al college. Aveva solo 19 anni al momento del crimine, andava al college ed era un musicista di talento (partecipava a una locale "street gang", l''origine del suo destino)".

Foster ha usato in modo proficuo i suoi 11 anni in carcere: ha studiato teologia, filosofia, yoga, sociologia ed diventato anche un esperto sulle leggi del Texas. Insieme ad altri compagni di prigionia ha fondato "Drive", un movimento che si oppone alla pena di morte in modo pacifico, combattendo fino alla fine.

Molte manifestazioni e campagne d'opinione sono state promosse in suo favore, negli Stati Uniti e, recentemente, anche in Italia. Esistono diversi siti, di lingua inglese, italiana, francese e tedesca nei quali si può trovare il modulo per inoltrare un appello al governatore del Texas, che finora si è mostrato sordo a queste sollecitazioni. Del resto il Texas, sottolineano gli stessi giornali, è lo stato capofila per la rigida applicazione delle leggi sulla pena di morte. Secondo il sito statunitense Associated Content, tra l'altro, ci sono tra gli 80 e i 100 condannati in attesa di essere giustiziati, che sono stati condannati senza aver ucciso nessuno. Si tratta di situazioni simili a quelle di Foster, cadute sotto la 'Law of parties'.

Recentemente c'è stato un appello di alcuni parlamentari italiani di vari partiti, che hanno aderito all'appello del comitato italo-americano Paul Rougeau. Inoltre il 30 luglio il Consiglio regionale del Veneto ha approvato a maggioranza una risoluzione rivolta al governo, perché intervenga per impedire l'esecuzione.

Le emittenti televisive La7 e MTV hanno promosso inoltre sui rispettivi siti Internet una campagna video a favore di Foster. La storia del giovane è raccontata in due documenti video di 50" ciascuno; inoltre si può scaricare una lettera da firmare e inviare al governatore del Texas Rick Perry per chiedere l'annullamento dell'esecuzione fissata per il 30 agosto.

Sul sito
www.freekenneth.com si possono leggere gli scritti del giovane condannato. Tra questi c'è anche una lettera indirizzata al governatore del Texas: "La mia sola preghiera - scrive Foster è quella di avere la possibilità di prendermi cura della mia figlioletta (che ha 11 anni, ndr) che sarà così profondamente ferita se rimarrà senza suo padre. Non chiedo la libertà. Voglio pagare per quello che ho fatto. Ho guidato un'automobile permettendo a un uomo di rapinare altre persone. Ma questo non è un crimine capitale".

(8 agosto 2007)
 

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categoria:appello, pena di morte
giovedì, 09 agosto 2007
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categoria:appello, pena di morte
sabato, 04 agosto 2007
 

SALVIAMO

KENNETH FOSTER

kenneth
 
"La7.it sostiene la Campagna per Salvare Foster dalla pena di morte
il prossimo 30 agosto.
In questo blog dedicato all'iniziativa è possibile scaricare la lettera con la quale potrete contribuire all'iniziativa per chiedere di tramutare la pena di morte in carcere a vita.
ATTENZIONE:
la versione della lettera da inviare al Governatore Perry è quella in inglese. La lettera può essere inviata tramite posta o tramite fax."
Texas - Office of the Governor
Fax: +1 (512) 463-1849

Dal sito: http://www.governor.state.tx.us/contact

 anche: 
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categoria:appello, pena di morte
sabato, 28 luglio 2007

SALVIAMO

KENNETH FOSTER

La7.it sostiene la Campagna per Salvare Foster dalla pena di morte il prossimo 30 agosto.
In questo blog dedicato all'iniziativa è possibile scaricare la lettera con la quale potrete contribuire all'iniziativa per chiedere di tramutare la pena di morte in carcere a vita.
ATTENZIONE: la versione della lettera da inviare al Governatore Perry è quella in inglese. La lettera può essere inviata tramite posta o tramite fax.

LA STORIA
Kenneth Foster è detenuto nel braccio della morte in un carcere Texano.
Ogni persona rinchiusa nel braccio della morte ha una storia da racontare, ma quella di Kenneth è forse uno degli esempi più chiari di quanto sia sbagliato un sistema che condanni le persone alla pena capitale.

Foster è vittima di una legge iniqua, la "law of parties", la quale stabilisce che un individuo sia “responsabile di un crimine commesso da altri qualora egli abbia agito con l'intenzione di promuovere o assistere il compimento di tale crimine” e permette alla giuria di condannare a morte un uomo anche se non ha ucciso o intendeva uccidere qualcuno.

Nel caso di Kenneth, è stato provato che lui non era sulla scena del crimine ma stava sull’automobile che era stata usata per la fuga.Nonostante il fatto che lui dichiari che neppure sapeva che era stato commesso un crimine, è stato condannato a morte.La famiglia di Kenneth non ha potuto permettersi un avvocato privato (negli Stati Uniti una buona consulenza legale può costare centinaia di migliaia di dollari) e la sua corte ha incaricato avvocati che non erano all’altezza del compito.A due dei quattro giovani accusati del crimine sono state date sentenze più leggere, per evidenza del caso. L’uomo che ha premuto il grilletto è già stato giustiziato lo scorso anno.
L’uomo che è stato ucciso era un bianco, e figlio di un avvocato locale. Il colore della vittima e il colore dell’accusato (Kenneth è nero) pesa gravemente nella decisione se una giuria propende per la pena di morte, negli Stati Uniti.


Aveva solo 19 anni al momento del crimine, andava al college ed era un musicista di talento (partecipava a una locale “street gang”, l’origine del suo destino).

Kenneth ha usato in modo proficuo i suoi 11 anni passati in prigione studiando teologia, filosofia, yoga, sociologia e diventanto anche un esperto sulle leggi del Texas.

Non solo, lavorando attivamente sul suo caso, ma lavorando anche per salvare altri compagni di prigione dalla pena di morte. Lui e altri compagni hanno fondato “Drive”, un movimento che si oppone all’andare alla “camera della morte” in modo pacifico, ma anzi combattendo fino alla fine.

L’esecuzione di Kenneth stata è fissata il 30 agosto prossimo.
Quest’anno sono state giustiziate 17 persone nel solo Texas, altre 8 sono in lista per l’esecuzione entro fine agosto.
Il caso di Kenneth ha ricevuto l’attenzione da tutto il mondo, soprattutto per la chiara mancanza di prove contro di lui, ma anche per i numerosi appelli dei suoi familiari, i suoi amici e tante altre persone che si sono mobilitate in suo aiuto.

 
 
 
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categoria:appello, pena di morte