domenica, 24 febbraio 2008
Antonio Canova. Milano accoglie le "Grazie" dell'Ermitage      
sabato 23 febbraio 2008

Dopo Roma, che ha ospitato alla Galleria Borghese fino al 10 febbraio la mostra "Canova e la Venere vincitrice", è Milano a rendere omaggio ad Antonio Canova, uno dei più grandi scultori di sempre e rappresentante di punta del neoclassicismo, con la mosta "Canova alla corte degli zar". L'esposizione, che si tiene a Palazzo Reale (dal 14 febbraio al 1 giugno), presenta capolavori dalle raccolte dell'Emitage tra i quali il famoso gruppo delle "Grazie".

di Fabio Massimo Penna

Le GrazieA come Amore e Psiche. L’adesione di Antonio Canova ai canoni stabiliti da Johann Joachim Winckelmann è mostrata esplicitamente da un’opera come “Amore e Psiche”. Il gruppo scultoreo è innervato dalla grazia tipica dei capolavori dell’antichità classica che Winckelmann aveva teorizzato in uno scritto del 1759: “…La grazia è il piacevole intellettuale (…) mediante l’educazione e la riflessione può diventare natura…”  Una grazia scevra da passioni violente quella con cui l’artista di Possagno raffigura i due amanti nel momento che precede il bacio, quando ancora non si è scatenata la travolgente passione amorosa. L’opera raggiunge una sensualità raffinata e un sottile erotismo nelle due figure che, guardandosi intensamente negli occhi, si sfiorano appena (notevole è anche la dolcezza con cui la mano di Amore accarezza il seno di Psiche). 

L’equilibrio compositivo viene raggiunto da Canova grazie all'armonica rispondenza di forme che si esplica nelle pose divergenti delle due figure e in un movimento risultante dall’intersecarsi dei due archi formati uno dal corpo di Psiche e da un’ala di Amore e l’altro dalla gamba di Amore e dall’altra sua ala. L’opera viene realizzata tra il 1788 e il 1793 ed è ispirata ad un soggetto mitologico tratto da Apuleio.

http://www.fondazioneitaliani.it/index.php?option=com_content&task=view&id=3307&Itemid=1


 
postato da: Pat51 alle ore 11:50 | Permalink | commenti
categoria:cultura, arte
martedì, 11 dicembre 2007
2007-12-10 18:28
ARCHEOLOGIA: ECCO LA CASA DI AUGUSTO MAI VISTA
di Silvia Lambertucci

ROMA - La cosa più straordinaria è lo 'studiolo', intimo e prezioso, le pareti e la volta ricoperti da affreschi raffinati, con i decori a motivi architettonici, le figure delicate, l'equilibrio di colori che rimandano alla terra. Eccola la casa dove viveva Augusto prima di diventare imperatore. Scoperte alla fine degli anni '70, da Gianfilippo Carettoni, per anni oggetto di restauri minuziosi, queste sale saranno finalmente aperte al pubblico, annunciano insieme il ministro della Cultura Rutelli e il sindaco di Roma Veltroni, il 2 marzo. In tutto sono quattro ambienti (sebbene la domus fosse naturalmente piu' grande), tre al piano di sotto, dove si è ricostruito un ingresso con una grande rampa, una sala da pranzo (oecus) e un cubicolo, uno al piano di sopra, accessibile attraverso un terrazzo, il cosiddetto studiolo, perché gli studiosi ritengono ospitasse lo studio privato di Augusto. L'epoca, ricostruiscono, deve essere quella tardo repubblicana, quando Augusto non era ancora imperatore. Anni più tardi, proprio per costruirsi una dimora più ricca, fu proprio lui a far seppellire questa casa, che forse proprio per questo si è conservata. Sono ambienti collegati tra loro e privi di finestre, che prendevano luce quindi solo dalla porta, con un affaccio allora su un grande giardino (oggi però sono chiusi da un muro d'epoca neroniana).

A decorarli, affreschi di grande qualità, ritenuti, sottolinea una delle restauratrici, "tra gli esempi più belli, insieme con quelli di Palazzo Massimo e della casa di Livia, del cosiddetto secondo stile". Pitture raffinate, anche se in qualche modo domestiche, che nel tempo erano cadute in terra, ridotte in frammenti anche piccolissimi. E che sono state ricostruite, in almeno dieci anni di lavoro (il tempo passato è molto di più, ma gli interventi si fermavano spesso per carenza di finanziamenti) e certosina pazienza dagli esperti della sovrintendenza, che si sono succeduti. "Il puzzle più affascinante dell'epoca contemporanea", commenta Rutelli. E anche il sindaco di Roma è strabiliato: "rendere pubblico tutto questo è un grande servizio per l'umanità", sorride Veltroni. In tutto, precisa il soprintendente Bottini, sono stati spesi 1 milione e 540 mila euro a cui si aggiungono altri 250mila euro per la casa di Livia. In realtà proprio lo studiolo, seppure non ancora restaurato, era stato già aperto al pubblico per un breve periodo nel 1985. Ma è stata solo una parentesi. La vera apertura sarà a marzo, con il pubblico che dovrà essere accompagnato a piccoli gruppi da personale specializzato della soprintendenza. Si pagherà anche un biglietto di 8 euro, che servirà però per entrare oltre che in tutta la zona dei Fori (ora libera) anche al Colosseo e al Palatino. Resterà invece chiusa ancora per qualche mese, l'ala nord della casa di Augusto, quella con le celeberrime sale delle maschere e dei pini, già aperte anni fa al pubblico.

Qui i lavori sono ancora in corso, la riapertura sarà possibile alla fine del 2008, forse all'inizio del 2009. E un'altra riapertura è prevista,a fine 2008, per la casa di Livia, chiusa negli anni '90. Per il momento ci sara' da godersi la casa di Augusto. Per la quale arriveranno anche i soldi di Maratonarte (3 milioni di euro da dividere nei sette siti per i quali è stata lanciata l'iniziativa) e i 300mila euro dell'americano World Monuments Found, che andranno a finanziare restauri pittorici. Rutelli e Veltroni insieme - con loro c'é anche Claudio Baglioni, che è stato uno dei testimonial di Maratonarte - sottolineano il merito di archeologi, storici, architetti, "i più bravi del mondo". E ricordano la campagna di aperture che ha portato in questi anni a Roma, a far crescere il turismo del 35-40%. Anche in futuro, concludono, le novità sono assicurate, perché Roma, sottolinea Veltroni, "E come una meravigliosa scatola a sorpresa".
http://www.ansa.it/opencms/export/site/visualizza_fdg.html_40193582.html
 
 
 
e da IL MESSAGGERO:
 
"Un miracolo che lascia senza parole. Il futuro che ci riporta l'eco del passato. Facendoci sentire come nani sospesi sulle spalle di giganti" commenta Claudio Baglioni, testimonial l'estate scorsa della campagna Maratonarte che ha portato in dote ai restauri della Casa di Augusto 500 mila euro in più, in aggiunta ai 3 milioni e mezzo già spesi. 
 

 
postato da: Pat51 alle ore 19:38 | Permalink | commenti
categoria:cultura, arte, claudio, archelogia
venerdì, 05 ottobre 2007

Complesso Augusteo sul Palatino

Il Complesso delle costruzioni augustee sovrimpostosi alle precedenti domus di età repubblicana comprende la Casa di Augusto col Tempio di Apollo e l’adiacente Casa di Livia.

 

CASA DI AUGUSTO

visualizza l'immagine Ottaviano Augusto erigendo nell'anno 36 a.C. la sua residenza sul Palatino trasformò la collina da quartiere residenziale abitativo a luogo riservato alla sede ufficiale dell'autorità imperiale; da allora tutti gli imperatori manterranno la sede sul colle che finirà con l'identificarsi con la residenza imperiale stessa.
La domus del fondatore dell'Impero venne eretta nel sito più sacro del Palatino,      il settore sud-occidentale, legato alla leggenda delle origini romulee della    città. Essa era strettamente legata strutturalmente col Tempio  di Apollo Aziaco (celebratissimo dalle fonti antiche e inaugurato nel 28 a.C.) che Augusto costruì per onorare la divinità che lo aveva protetto nella battaglia di Azio del 31 a.C.   contro Antonio e Cleopatra.
Il complesso delle costruzioni, che in un nesso organico incentrato sull' edificio templare apollineo circondato dal celebre Portico delle Danaidi è costituito dalla Casa dell'imperatore, da biblioteche, sale di riunione e peristili, si estende per circa 12.000 mq. nell'area compresa tra le Scalae Caci e le Biblioteche di Domiziano. L'intero complesso venne scoperto e identificato negli anni Sessanta grazie alle sistematiche campagne di scavo che G. Carettoni eseguì in detta area.
La Casa, infatti, oltre alla raffinata decorazione pittorica parietale della "stanza delle maschere" e di quella "dei pini" nell'ala privata, esibisce un gioiello del gusto decorativo proto-augusteo nel cubicolo superiore situato nel lato orientale del peristilio antistante la Casa, nel quale si è ravvisato "lo studiolo" dell'imperatore, quel particolarissimo locale dove, secondo quanto riferisce Svetonio, Augusto era solito ritirarsi in isolato raccoglimento.....

PROGRAMMA DI INTERVENTO

I lavori, diretti alla conservazione e salvaguardia di tutte le strutture antiche ivi presenti, consistono essenzialmente in opere di consolidamento di nuclei murari disgregati e degli elementi tufacei e interventi di restauro e consolidamento di superfici affrescate e musive.
In particolare nel settore meridionale della Casa di Augusto, dove ricadono  organismi architettonici monumentali, necessitano provvedimenti ad evitare possibili cedimenti e rischi statici. Si prevedono pertanto opere propedeutiche agli interventi di restauro strutturale, quali indagini geognostiche per la definizione della situazione fondale delle strutture e attività di scavo (per consentire di operare in sicurezza ed evitare smottamenti) da svolgersi secondo le modalità dello scavo stratigrafico.
Alla risoluzione delle problematiche di ordine conservativo che investono le decorazioni pittoriche della Casa inferiore di Augusto si provvederà mediante la sostituzione delle attuali strutture di protezione delle stesse con elementi idonei e rispondenti alle esigenze di conservazione delle superfici affrescate.

FINALITÀ DEL PROGETTO DI RESTAURO

Tutte le scelte operative e gli interventi che si porteranno a compimento col programma di opere previsto, ivi comprese quelle relative alla copertura della Casa "inferiore", sono alla base del progetto di valorizzazione e fruibilità dell'intero complesso augusteo e pertanto tutte funzionali alla sicurezza e agibilità del sito.
L'obiettivo che è intendimento conseguire entro la fine dell'anno in corso è quello di rendere fruibile il settore più rappresentativo del complesso, la maggior parte del quale, se si esclude il settore della Casa "inferiore" colle note stanze "delle maschere" e "dei festoni di pino", è precluso alla frequentazione fino dal tempo della sua scoperta.
Saranno pertanto aperti al pubblico godimento, grazie all'allestimento di un percorso all'interno del peristilio antistante la Casa, i locali che si aprono sul lato orientale di questo: lo"studiolo di Augusto", il cubicolo inferiore, l'oecus e il "locale della rampa".
Col completamento di tutte le opere previste sarà possibile rendere accessibile alla visita l'intero complesso abitativo entro la primavera del 2008....

http://www.beniculturali.it/restauri/Palatino.asp?nd=gr,rc


 
postato da: Pat51 alle ore 11:41 | Permalink | commenti
categoria:arte, archelogia
martedì, 02 ottobre 2007
 

I corti di 'Maratonarte' nel palinsesto della tv pubblica

 

Beni culturali, la maratona televisiva per salvare il patrimonio

Roma, 28 set. (Adnkronos Cultura) – Salvare il tesoro artistico italiano è “una missione possibile”. Questo lo slogan scelto da MaratonArte, iniziativa per la raccolta di fondi, mediante pubbliche sottoscrizioni, da destinare alla salvaguardia e al restauro di beni culturali e paesaggistici che coinvolgerà le tre reti Rai, da venerdì 5 a domenica 7 ottobre. Slogan condiviso dal ministro per i Beni e le Attività Culturali Francesco Rutelli: “La coscienza dell’importanza del patrimonio culturale da parte degli italiani c’è, ma l’impegno non è adeguato”, ha dichiarato il vice presidente del Consiglio che, a Viale Mazzini, ha presentato il progetto insieme con il presidente della Rai Claudio Petruccioli, il direttore del palinsesto Giancarlo Leone e Claudio Donat Cattin, vicedirettore di Raiuno e responsabile del progetto.

Dalla romana Casa di Augusto sul Colle Palatino alla Necropoli Fenicia di Sulky nell’isola di Sant’Antioco; dal Parco Reale di Racconigi a Cuneo al treno-museo del Barocco, tra Modica e Ragusa, sono sette i siti individuati dagli esperti del Mibac che, attraverso l’iniziativa promossa dalla televisione pubblica, potranno godere di extrafinanziamenti per provvedere al loro recupero. Il meccanismo è quello classico delle donazioni dei telespettatori, ma la forma è “innovativa”, ha detto Donat-Cattin.

“Si tratta di un progetto che cerca di uscire dagli schemi abituali – ha spiegato il vicedirettore - utilizzando un linguaggio ibrido tra spot, cinema e tv che sia anche a portata di bambino”. Non un’unica trasmissione, infatti, come da molti anni accade ad esempio per Telethon, ma tutto il palinsesto Rai sarà coinvolto nel progetto, con i programmi di tutte e tre le reti, a cominciare da una puntata a tema di "Porta a Porta" giovedì 4 ottobre. I programmi Rai saranno preceduti, seguiti o addirittura ospiteranno i “miniracconti”, ovvero cortometraggi a lunghezza variabile, tra i due e gli otto minuti, che illustreranno senso e obiettivi dell’iniziativa. Protagonisti dei corti, i sette testimonial di MaratonArte, ognuno impegnato a promuovere un sito: Andrea Bocelli, Riccardo Muti, Gabriella Pession, Luca Zingaretti, Michele Placido, Claudia Cardinale e Claudio Baglioni.

Ogni artista ha ceduto la propria immagine gratuitamente, ed altrettanto ha fatto il maestro Ennio Morricone, il cui repertorio è stato “saccheggiato”, come ha detto Rutelli, per la colonna sonora dei filmati. L’idea di MaratonArte risale a “un anno fa – ha detto il ministro - quando una delegazione del ministero propose alla Rai una maratona televisiva legata al patrimonio culturale”. L’azienda accettò iniziando la progettazione di un evento in cui “la Rai svolge bene la sua funzione di servizio pubblico”. Su questo tema ha insistito anche il presidente dell’azienda, che ha parlato di “qualcosa di più di un evento, piuttosto una sperimentazione che guarda al futuro”. Petruccioli ha manifestato l’intenzione di rendere ripetibile l’iniziativa, per la cui prima edizione “vogliamo trarre il massimo di indicazioni e premesse per proseguire la programmazione di MaratonArte”...

 

postato da: Pat51 alle ore 09:45 | Permalink | commenti
categoria:cultura, arte, tv , claudio
giovedì, 02 agosto 2007
Angelo musicante
 
ANGELO MUSICANTE
(GALLERIA DEGLI UFFIZI)
Rosso Fiorentino:  come nome d'arte,
il nome reale Giovanni Battista di Jacopo,
nacque a Firenze nel 1495 e scomparve a Fontainebleau nel 1540
postato da: Pat51 alle ore 22:28 | Permalink | commenti
categoria:arte, angeli