lunedì, 28 aprile 2008
 
 
 
 
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IL FILM
 
da: www.patapan.it
 

 
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categoria:cinema, canzoni, claudio
mercoledì, 05 marzo 2008
Nella foto Adnkronos Anna Magnani
Roma, 5 mar. (Ign) - Gioiosa e ironica, ma anche cupa e disperata sul set come nella vita. Anna Magnani (nella foto), di cui il 7 marzo ricorre il centenario della nascita, era così come i personaggi che l'hanno resa celebre. A raccontarlo a IGN, testata online del Gruppo Adnkronos, è il figlio dell'attrice, Luca Magnani. ''I ruoli che interpretava mia madre rispecchiavano molto il suo temperamento'', sottolinea.

''All'inizio - spiega - le affidavano soprattutto la parte della popolana perché era consona ai tempi, alla realtà del Paese disastrato dalla guerra e dalla povertà. Forse più tardi - continua - quel ruolo le andò un po' stretto, o forse no, certo è che si sono fossilizzati molto perché era una soluzione vincente, ma c'erano anche altre possibilità''.

''Non andavo spesso sul set, è un mondo che non mi appartiene - racconta Luca Magnani - ma penso che mia madre fosse una persona difficile perché con la sua arte e la sua professionalità non si affidava a nessuno, voleva discutere''. ''Il rapporto tra il regista e gli attori - spiega - è sempre un rapporto di discussione e il film è opera di entrambi. Si discute, si modifica il copione, il regista non è un dominus''. ''I pochi film, non dirò quali, in cui hanno cercato di ingabbiarla - insiste - sono a mio avviso quelli meno riusciti''.

Il rapporto con i registi era però buono ''con tutti, soprattutto con Roberto Rossellini ma anche con Luchino Visconti''. ''Con Rossellini - ricorda Luca Magnani - c'era un rapporto di solida amicizia, anche in vecchiaia continuavano a sentirsi''.

Tra tutte le interpretazioni di Anna Magnani quella della popolana Pina che muore sotto i colpi dei fucili dei nazisti in 'Roma città aperta' ''resterà nella storia del cinema perché è diventata un'icona''. Ma, secondo Luca Magnani, bisognerebbe riproporre anche ''film molto divertenti e leggeri come 'Siamo donne' (pellicola a episodi del 1953 in cui la Magnani è diretta da Visconti, ndr)''. E ancora '''La voce umana' (episodio di 'L'amore' del 1948 di Rossellini, ndr), un adattamento da Cocteau in cui si vedono tutte le qualità recitative di mia madre, un saggio di alta recitazione - sottolinea - che non è mai stato rifatto''.

Ma del cinema italiano di oggi cosa penserebbe Anna Magnani? ''Lasciamo perdere'', dice Luca Magnani, ma poi si corregge: ''Ci sono tanti giovani bravi registi, c'è fermento, mia madre sarebbe stata contenta e soddisfatta di questo''.

Molte le iniziative in programma per il centenario della nascita della grande attrice. ''Ci sarà un evento importante alla
Casa del Cinema di Roma il 7 marzo - informa Luca Magnani - saranno proiettati alcuni film di mia madre: 'L'onorevole Angelina', 'Bellissima' e 'Siamo donne'. Inoltre ci sarà l'inaugurazione di una mostra fotografica, a cura di Reporters Associati, con belle foto inedite, e la proiezione di un documentario, anch'esso inedito, di Elfriede Gaeng''. ''Quindi un dibattito con Carlo Lizzani, Lina Sastri, Silvia D’Amico e Felice Laudadio, un importante annuncio dell'ambasciatore francese, che non posso anticipare, e l'annullo del francobollo dedicato a mia madre''.

''Infine - aggiunge Luca Magnani - ci sarà l'annuncio di un libro molto importante di Matilde Hochkofler che dovrebbe intitolarsi 'Anna sconosciuta'. Il libro, la cui uscita è prevista entro la fine dell'anno, è importante perché è basato su documenti inediti: lettere, contratti, sceneggiature, un materiale sconosciuto, dopo il quale - conclude - ci sarà ben poco altro da scrivere''.

http://www.adnkronos.com/IGN/Spettacolo/?id=1.0.1942253715

 

 
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categoria:cinema
lunedì, 03 marzo 2008
Canzoni da guardare, il 9 marzo a Tg2 Dossier
di Antonio Ranali
 
 

Italiani pionieri del filmato musicale. In “Generazione De Sica: canzoni da guardare” a Tg2 Dossier in onda domenica 9 marzo, alle ore 18, su Raidue.

Italiani pionieri del filmato musicale. Chi realizzò il primo cortometraggio dedicato a una canzone? Mario Almirante nel 1930 per “Ninna Nanna delle dodici mamme” di Odoardo Spadaro. Chi girò il primo promo musicale a colori Domenico Paolella per “Altagracia” di Don Marino Barreto Junior, filmato destinato al Cinebox , il juke-box con lo schermo inventato in Italia e inaugurato nel 1959 da Vittorio De Sica. Chi è l’autore del primo videoclip della nuova generazione? Ruggero Miti che nel 1975 immortalò Lucio Battisti nei boschi della Brianza per il brano “Ancora tu”. Chi filmò per primo un intero album di canzoni? Pompeo De Angelis nel 1973 con “Gira che ti rigira amore bello” di Claudio Baglioni. A documentare la primogenitura italiana nelle diverse emissioni di filmati musicali è il Tg2 Dossier in onda domenica 9 marzo alle 18.00, intitolato “Generazione De Sica, canzoni da guardare” a firma di Michele Bovi. Un viaggio lungo un secolo tra i “musicarelli” per scoprire che in questo genere di pellicole hanno lavorato nomi prestigiosi del cinema e della cultura: da Ettore Scola a Nanni Loy, da Ennio Flaiano a Antonio Ghirelli, da Ugo Pirro a Cesare Zavattini. Con le testimonianze di artisti e registi italiani e stranieri e un’intervista esclusiva con Francis Ford Coppola, coinvolto giovanissimo nella produzione dello Scopitone, concorrente francese del nostro Cinebox: un’esperienza che costò al futuro regista de "Il Padrino" un’ingente perdita economica.

http://www.musicalnews.com/articolo.php?codice=11710&sz=5


 
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categoria:cinema, canzoni, tv
domenica, 10 febbraio 2008

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Un Film su Questo Piccolo Grande Amore

E Baglioni reciterà se stesso

da Roma

Già. «Lei era un piccolo grande amore/solo un piccolo grande amore/niente più di questo.../niente di più», cantava a squarciagola Claudio Baglioni nel 1972, facendo fremere gli adolescenti dell'epoca con l'immagine di «quella sua maglietta fina/tanto stretta al punto che mi immaginavo tutto». Al cinema vanno di moda i titoli tratti dalle canzoni, soprattutto dopo Notte prima degli esami. Non è un caso, allora, se l'artefice di quell'esordio perfetto, il produttore cinquantenne Giannandrea Pecorelli, raccogliendo l'idea del collega e ora socio Matteo Levi, abbia deciso di portare sullo schermo Questo piccolo grande amore. Da quando s'è sparsa la notizia, siti e blog ribollono di commenti, per lo più favorevoli, anche se c’è chi trova «terrificante» l'ipotesi, ritenendo il motivo «una nenia insopportabile e zuccherosa».
In ogni caso, il progetto - copertina del disco inclusa - marcia a gonfie vele, sotto la supervisione dello stesso Baglioni, che forse si ritaglierà una particina. Ivan Cotroneo sta rifinendo la sceneggiatura, i provini per la scelta dei due protagonisti sono cominciati, il regista è già stato individuato, anche se i due produttori, che probabilmente troveranno in Medusa un partner decisivo, preferiscono per ora non farne il nome. Ai tempi di Notte prima degli esami in parecchi si negarono, e fu la fortuna di Fausto Brizzi, promosso da sceneggiatore a regista. Stavolta, invece, c'è la fila. Dice Pecorelli: «Non ci serve un clippettaro tutto dolly e montaggio frenetico, ma uno che sappia maneggiare la musica con fantasia, partendo da un tirante classico del cinema, quello che gli americani chiamano “a boy meets a girl”. Insomma, l'incontro tra un ragazzo e una ragazza».
Comunque si guardi alla cosa, bisogna ricordare che Questo piccolo grande amore nacque come un concept-album. Un filo rosso lega infatti le 15 canzoni, da Piazza del Popolo a Con tutto l'amore che posso, e proprio da lì è partito Cotroneo, escludendo l'ipotesi del musical, e accarezzando invece l'idea di usare i testi baglioneschi, uniti a frammenti musicali, come una sorta di io narrante. Spiega Pecorelli: «Mi sono rivisto musical come Hair  e film come Parole parole parole. Ho capito che si poteva tentare qualcosa di diverso». In che senso? «All'epoca sentivo De Gregori, Bennato o i Deep Purple. Solo di recente, ascoltando con cura Questo piccolo grande amore, ho capito la storia nella sua interezza. Baglioni, partendo da una manifestazione studentesca dispersa dalla polizia, racconta l'evoluzione di un amore tra un ventenne e una diciottenne. Il colpo di fulmine al bar, gli amici che sfottono, lui e lei che si frequentano e fanno l'amore, l'arrivo della cartolina rosa (allora non c'erano i cellulari), lo sfibrarsi di quel legame a causa della distanza, l'incontro casuale a Porta Portese, con lui che la vede con un altro, la consapevolezza che quel sentimento è troppo grande per essere vissuto».
A che pubblico vi rivolgete? «Se riesce bene, sarà un film per tutti: i teen-ager, i fan di Baglioni, soprattutto coloro, e sono tanti, che almeno una volta nella loro vita hanno vissuto un grande amore». Pecorelli non pare preoccupato dall'abuso di quella parolina magica di cinque lettere - amore - nei titoli dei film. «Sciocchezze. Notte prima degli esami non la conteneva. Scusa ma ti chiamo amore di Moccia sì. Dipende. Bisogna che un progetto abbia anima e cuore per funzionare. E le dirò una cosa: sono i film che fanno gli attori e non viceversa? Nicolas Vaporidis non lo conosceva nessuno prima di Notte. Aveva fatto poche pose in una fiction e un film sfortunato di Oldoini».
Neanche gli anni Settanta, così difficili da ricostruire al cinema, sembrano un problema. «Cercheremo di essere precisi, attendibili, ma non racconteremo i Settanta politici. Puntiamo sulla storia d'amore, senza ideologismi, anche se, certo, lui incarna l'idea che si può cambiare il mondo». Del resto, anche gli Ottanta di Notte prima degli esami, sulle prime vennero accolti con scetticismo: «Troppo diversi i giovani di oggi, a chi interessa?», teorizzò più di un produttore. Che poi si mangiò le mani.

http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=240233

 


 
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categoria:cinema, canzoni, claudio
sabato, 12 gennaio 2008

"Questo piccolo grande amore":
la hit di Baglioni diventa film

 

Claudio Baglioni Roma, 11 gennaio 2008- Il successo di Claudio Baglioni 'Questo piccolo grande amore' diventerà un film, la cui sceneggiatura porta la firma di Ivan Cotroneo.

La colonna sonora sarà di Baglioni stesso che, per l'occasione, comporrà un album sulla storia d'amore tra due giovani adolescenti. Ancora sconosciuto è il nome del regista mentre, come si legge nel sito 'Cinecittà news', il film sarà probabilmente distribuito da Medusa. Nel frattempo continuano i casting per la scelta dei due giovani protagonisti.

http://multimedia.quotidiano.net/?tipo=media&media=2074

http://qn.quotidiano.net/spettacoli/2008/01/11/58922-questo_piccolo_grande_amore.shtml

 

 


 
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categoria:cinema, canzoni, claudio