domenica, 09 marzo 2008
GENOVA CELEBRA LE "GIORNATE MAZZINIANE"    
sabato, 08 marzo 2008 16:00

Le “Giornate mazziniane”, che quest’anno si protrarranno per quattro giorni, avranno anche un altro momento di particolare interesse domenica 9 marzo con l’esposizione presso il Museo del Risorgimento del Calice d’argento di Maria Mazzini. La Chiesa di San Nicolosio di Genova conserva infatti il curioso cimelio storico che la madre di Giuseppe Mazzini volle donare il 26 ottobre del 1851 alla Chiesa dei Terziari Francescano, quasi come ex voto per chiedere la protezione di  San Francesco per il figlio “alla partenza fuggitiva per l’Inghilterra”, come è meticolosamente annotato nell’inventario della Confraternita. Maria Mazzini frequentava assiduamente la comunità di San Francesco; nelle sue regole ritrovava quei principi primitivi del cristianesimo che la maggior parte del clero violava. Ella stessa, prima di morire il 9 agosto 1852, abbracciò l’Ordine divenendo Suor Maria Drago e legando in eredità alla Chiesa una cospicua somma. Mazzini disapprovava e spesso ironizzava sulla religiosità della madre che ogni domenica si recava a Messa e pregava per il figlio lontano. Il prezioso Cimelio esce per la prima volta dalla Chiesa di San Nicolosio.
 
Alle 17.30, sempre di domenica 9 marzo, sarà possibile partecipare alle visite guidate alla Casa natale di Mazzini ed ascoltare una vera chicca musicale, un cd dedicato al “grande genovese”, curato da Ennio Morricone e “destinato all’ascolto a scopo educativo nelle Scuole, negli Istituti e Circoli Culturali in Italia e all’Estero”. Ha scritto il musicologo Pierluigi Petrobelli: “In questa composizione  si trasfondono in un discorso musicale limpido e sapiente insieme, quegli ideali di libertà, di giustizia e di amore per il genere umano che furono costante ispirazione nell’agire del  grande Patriota, uno dei veri Padri della nostra Patria”. Alla musica si accompagna l’interpretazione dell’”Inno a Mazzini” da parte di Claudio Baglioni, composto di tre brani (Nell’isola soli; Dammi la mano e  una particolare elaborazione dell’Inno di Mameli).

Le “Giornate mazziniane”, nel corso delle quali sarà possibile visitare la mostra “Genova garibaldina e il mito dell’eroe nelle collezioni private” al Museo del Risorgimento, si concluderanno lunedì 10 marzo con la deposizione delle corone alla statua di Mazzini presso Palazzo Tursi, al monumento presso Piazzale Mazzini, alla tomba di Staglieno e alla Casa Natale di Via Lomellini. 

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categoria:musica, cultura, cronaca, mostre
domenica, 24 febbraio 2008
Antonio Canova. Milano accoglie le "Grazie" dell'Ermitage      
sabato 23 febbraio 2008

Dopo Roma, che ha ospitato alla Galleria Borghese fino al 10 febbraio la mostra "Canova e la Venere vincitrice", è Milano a rendere omaggio ad Antonio Canova, uno dei più grandi scultori di sempre e rappresentante di punta del neoclassicismo, con la mosta "Canova alla corte degli zar". L'esposizione, che si tiene a Palazzo Reale (dal 14 febbraio al 1 giugno), presenta capolavori dalle raccolte dell'Emitage tra i quali il famoso gruppo delle "Grazie".

di Fabio Massimo Penna

Le GrazieA come Amore e Psiche. L’adesione di Antonio Canova ai canoni stabiliti da Johann Joachim Winckelmann è mostrata esplicitamente da un’opera come “Amore e Psiche”. Il gruppo scultoreo è innervato dalla grazia tipica dei capolavori dell’antichità classica che Winckelmann aveva teorizzato in uno scritto del 1759: “…La grazia è il piacevole intellettuale (…) mediante l’educazione e la riflessione può diventare natura…”  Una grazia scevra da passioni violente quella con cui l’artista di Possagno raffigura i due amanti nel momento che precede il bacio, quando ancora non si è scatenata la travolgente passione amorosa. L’opera raggiunge una sensualità raffinata e un sottile erotismo nelle due figure che, guardandosi intensamente negli occhi, si sfiorano appena (notevole è anche la dolcezza con cui la mano di Amore accarezza il seno di Psiche). 

L’equilibrio compositivo viene raggiunto da Canova grazie all'armonica rispondenza di forme che si esplica nelle pose divergenti delle due figure e in un movimento risultante dall’intersecarsi dei due archi formati uno dal corpo di Psiche e da un’ala di Amore e l’altro dalla gamba di Amore e dall’altra sua ala. L’opera viene realizzata tra il 1788 e il 1793 ed è ispirata ad un soggetto mitologico tratto da Apuleio.

http://www.fondazioneitaliani.it/index.php?option=com_content&task=view&id=3307&Itemid=1


 
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categoria:cultura, arte
mercoledì, 13 febbraio 2008

DIALOGO INTERCULTURALE: BAGLIONI, MUSICA ANTIDOTO A DIFFIDENZA

(AGI) - Roma, 12 feb. - La musica come "arte della concertazione", la musica come antidoto a una "incredibile diffidenza verso la differenza e la difficolta' nel concepire il prossimo". In poche battute, Claudio Baglioni ha affrontato il tema del dialogo interculturale proponendo la propria ricetta, il proprio punto di vista nel favorirlo. Lo ha fatto in occasione dei lavori che a Roma, all'Auditorium Parco della Musica, aprono l'Anno europeo per il dialogo interculturale che vede il ministero per i Beni e le Attivita' Culturali proporre "Mosaico", ovvero un insieme di iniziative finalizzate appunto a costituire il contributo dell'Italia in questo dialogo all'interno della UE. Baglioni, durante un panel che ha visto impegnato anche Paolo Baratta, presidente della Biennale di Venezia, ha sostenuto che l'immigrazione "e' un sintomo di una febbre piu' grande", rappresentata appunto dalla "incredibile diffidenza verso chi e' diverso, verso chi appartiene ad altre realta'". La musica - ha aggiunto - e' un'arte "tascabile, facile", quindi idonea piu' di altre forse a vincere confini e barriere. L'artista romano ha portato quindi l'esempio dell'esperienza personale che da sei anni sta conducendo in quel di Lampedusa con la Fondazione O' scia', che in dialetto locale sta per "fiato mio", respiro. In sei anni oltre 160 artisti, italiani e stranieri, hanno portato la propria esperienza in favore della integrazione e del dialogo, scegliendo come scenario la spiaggia di Lampedusa che si affaccia sul Mediterraneo, che Baglioni ha definito "la piu' grande autostrada verso altri popoli e altri pensieri".
  L'obiettivo e' quello di "contribuire a un domani di civilta'".
  A sua volta, Paolo Baratta ha sostenuto che "il vero nemico di un Continente e' la passivita' di fronte alle differenze. E' sbagliato assumere atteggiamenti passivi, mentre invece proprio le differenze dovrebbero stimolare curiosita' e interesse a concoscere". Per il presidente della Biennale di Venezia la creativita' e' occasione di crescita.
  E' intervenuto inoltre il sottosegretario ai Beni Cuturali Andrea Marcucci, secondo cui "persone di provenienza diversa possono arricchire lo scambio culturale fra Paesi differenti", rappresentando momenti di crescita reciproca e una grande opportunita'. Marcucci ha aggiunto che il dialogo interculturale diventa occasione di confronto e per capire che il percorso della storia e' patrimonio di tutti. Altro intervento quello di Gianfranco Varvesi, coordinatore nazionale per l'Anno europeo del dialogo interculturale, il quale ha sostenuto che l'iniziativa nasce con un obiettivo sicuramente ambizioso: avvicinare i 27 Paesi della UE, rispettando comunque le radici culturali di ciascuno di essi. "La globalizzazione impone il dialogo, l'allargamento della UE lo richiede", ha aggiunto.
  I lavori saranno conclusi dal Commissario europeo per l'Istruzione, la Formazione, la Cultura e il Multilinguismo, Jan Figel, e dal ministro dei Beni Culturali italiano, Francesco Rutelli. A seguire un concerto - la Sinfonia n.3 e n.
  4 di Brahmas - eseguita dall'orchestra dell'Accadenmia Nazionale di Santa Cecilia, che ospita i lavori, diretta da Antonio Pappano. (AGI)

http://www.ong.agimondo.it/dalle-regioni/notizie/200802121653-cro-rt11118-art.html

 
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mercoledì, 16 gennaio 2008

MUSICA: RUTELLI, QUELLA POPOLARE ITALIANA E' RICCHEZZA CULTURALE E ECONOMICA

Roma, 15 gen. (Adnkronos/Adnkronos Cultura) - Difendere il diritto d'autore, ufficializzare la musica popolare italiana come cultura sul piano anche fiscale, imporre alle radio italiane una quota di musica italiana pari al 50% da dibstruibuire sul totale della musica trasmessa, istituire una cabina di coordinamento presso il ministero per i Beni e le Attivita' Culturali tra enti locali e artisti; promuovere musica dal vivo presso i teatri lirici italiani. Questi gli argomenti al tavolo del ministro Francesco Rutelli che ne ha discusso, nell'ambito della pianificazione della futura riforma dello spettacolo dal vivo, con l'eccellenza della musica italiana.

"La cultura popolare e' parte del Paese e la musica popolare italiana rappresenta una ricchezza culturale ed economica importante anche per la definizione identitaria nazionale", ha dichiarato Francesco Rutelli al termine dell'incontro al quale ne seguiranno altri nel corso delle prossime settimane.

Enrico Ruggeri, Claudio Baglioni, Antonello Venditti, Mariella Nava, Gigi D'Alessio, Caterina Caselli, Mogol, i Pooh, Francesco Renga, Andrea Bocelli, Beppe Servillo sono stati i cantanti intervenuti al fianco di Giorgio Assumma, presidente della Societa' Italiana Autori e Editori (Siae), Enzo Mazza, presidente della Federazione Industria Musicale Italiana (Fimi), Ilaria Gradella, presidente di Assomusica e l'on. Andrea Colasio.


 
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martedì, 11 dicembre 2007
2007-12-10 18:28
ARCHEOLOGIA: ECCO LA CASA DI AUGUSTO MAI VISTA
di Silvia Lambertucci

ROMA - La cosa più straordinaria è lo 'studiolo', intimo e prezioso, le pareti e la volta ricoperti da affreschi raffinati, con i decori a motivi architettonici, le figure delicate, l'equilibrio di colori che rimandano alla terra. Eccola la casa dove viveva Augusto prima di diventare imperatore. Scoperte alla fine degli anni '70, da Gianfilippo Carettoni, per anni oggetto di restauri minuziosi, queste sale saranno finalmente aperte al pubblico, annunciano insieme il ministro della Cultura Rutelli e il sindaco di Roma Veltroni, il 2 marzo. In tutto sono quattro ambienti (sebbene la domus fosse naturalmente piu' grande), tre al piano di sotto, dove si è ricostruito un ingresso con una grande rampa, una sala da pranzo (oecus) e un cubicolo, uno al piano di sopra, accessibile attraverso un terrazzo, il cosiddetto studiolo, perché gli studiosi ritengono ospitasse lo studio privato di Augusto. L'epoca, ricostruiscono, deve essere quella tardo repubblicana, quando Augusto non era ancora imperatore. Anni più tardi, proprio per costruirsi una dimora più ricca, fu proprio lui a far seppellire questa casa, che forse proprio per questo si è conservata. Sono ambienti collegati tra loro e privi di finestre, che prendevano luce quindi solo dalla porta, con un affaccio allora su un grande giardino (oggi però sono chiusi da un muro d'epoca neroniana).

A decorarli, affreschi di grande qualità, ritenuti, sottolinea una delle restauratrici, "tra gli esempi più belli, insieme con quelli di Palazzo Massimo e della casa di Livia, del cosiddetto secondo stile". Pitture raffinate, anche se in qualche modo domestiche, che nel tempo erano cadute in terra, ridotte in frammenti anche piccolissimi. E che sono state ricostruite, in almeno dieci anni di lavoro (il tempo passato è molto di più, ma gli interventi si fermavano spesso per carenza di finanziamenti) e certosina pazienza dagli esperti della sovrintendenza, che si sono succeduti. "Il puzzle più affascinante dell'epoca contemporanea", commenta Rutelli. E anche il sindaco di Roma è strabiliato: "rendere pubblico tutto questo è un grande servizio per l'umanità", sorride Veltroni. In tutto, precisa il soprintendente Bottini, sono stati spesi 1 milione e 540 mila euro a cui si aggiungono altri 250mila euro per la casa di Livia. In realtà proprio lo studiolo, seppure non ancora restaurato, era stato già aperto al pubblico per un breve periodo nel 1985. Ma è stata solo una parentesi. La vera apertura sarà a marzo, con il pubblico che dovrà essere accompagnato a piccoli gruppi da personale specializzato della soprintendenza. Si pagherà anche un biglietto di 8 euro, che servirà però per entrare oltre che in tutta la zona dei Fori (ora libera) anche al Colosseo e al Palatino. Resterà invece chiusa ancora per qualche mese, l'ala nord della casa di Augusto, quella con le celeberrime sale delle maschere e dei pini, già aperte anni fa al pubblico.

Qui i lavori sono ancora in corso, la riapertura sarà possibile alla fine del 2008, forse all'inizio del 2009. E un'altra riapertura è prevista,a fine 2008, per la casa di Livia, chiusa negli anni '90. Per il momento ci sara' da godersi la casa di Augusto. Per la quale arriveranno anche i soldi di Maratonarte (3 milioni di euro da dividere nei sette siti per i quali è stata lanciata l'iniziativa) e i 300mila euro dell'americano World Monuments Found, che andranno a finanziare restauri pittorici. Rutelli e Veltroni insieme - con loro c'é anche Claudio Baglioni, che è stato uno dei testimonial di Maratonarte - sottolineano il merito di archeologi, storici, architetti, "i più bravi del mondo". E ricordano la campagna di aperture che ha portato in questi anni a Roma, a far crescere il turismo del 35-40%. Anche in futuro, concludono, le novità sono assicurate, perché Roma, sottolinea Veltroni, "E come una meravigliosa scatola a sorpresa".
http://www.ansa.it/opencms/export/site/visualizza_fdg.html_40193582.html
 
 
 
e da IL MESSAGGERO:
 
"Un miracolo che lascia senza parole. Il futuro che ci riporta l'eco del passato. Facendoci sentire come nani sospesi sulle spalle di giganti" commenta Claudio Baglioni, testimonial l'estate scorsa della campagna Maratonarte che ha portato in dote ai restauri della Casa di Augusto 500 mila euro in più, in aggiunta ai 3 milioni e mezzo già spesi. 
 

 
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categoria:cultura, arte, claudio, archelogia